Festa di San Paolino, il vescovo di Nola ricorda Imma e Domenico
I giovani, i migranti, la guerra, il lavoro, la politica e il valore dell’amicizia. Sono i temi al centro del messaggio che il vescovo di Nola, Francesco Marino, ha rivolto alla diocesi in occasione della solennità di San Paolino di Nola, attraverso il testo intitolato “San Paolino, cantore della magnifica humanitas”. Un messaggio che alterna parole di consolazione e richiami forti alla responsabilità collettiva. «La sollecitudine pastorale per le nostre comunità non ci permette di restare indifferenti o inermi spettatori – scrive il presule –. Dobbiamo sentirci costantemente stimolati, tutti insieme, il vescovo e ogni battezzato, dal mandato dell’apostolo Paolo, che non ci consente di tacere di fronte al dolore del mondo».
Tra i passaggi più intensi del documento vi è quello dedicato ai giovani. Monsignor Marino richiama due vicende che hanno profondamente colpito il territorio: quella del piccolo Domenico Caliendo e quella di Imma Panico, la giovane di Pomigliano d’Arco morta suicida a soli 22 anni.
«Ogni giovane è per noi un dono prezioso, un mistero da custodire con tenerezza – sottolinea il vescovo –. Se una ventiduenne arriva a percepire se stessa come un peso e non una risorsa, significa che, come comunità, abbiamo smesso di considerarli il tesoro più grande che possediamo». Il vescovo affronta poi il tema dell’accoglienza dei migranti, invitando a non voltarsi dall’altra parte davanti alle sofferenze di chi fugge da guerre e povertà. Non manca un riferimento alle scelte della politica e alle leggi che, secondo il presule, rischiano di lasciare sole le persone che affrontano le fasi terminali della vita. Ampio spazio è dedicato anche alle difficoltà economiche che attraversano molte famiglie. Disoccupazione e precarietà vengono indicate come ferite ancora aperte del territorio, mentre la guerra viene definita senza mezzi termini «una catastrofe», un dramma che continua a colpire popoli e nazioni.
Nel suo messaggio, monsignor Marino si rivolge anche ai sindaci dei comuni della diocesi, invitandoli a vivere il proprio ruolo come una missione al servizio della comunità. «Il vostro mandato non è l’esito di una vittoria elettorale, ma una vocazione alta alla quale siete chiamati», afferma il vescovo, sottolineando come nelle parrocchie e negli operatori pastorali le amministrazioni possano trovare interlocutori preziosi, nel rispetto delle reciproche autonomie. Da qui anche l’appello rivolto a sacerdoti e laici impegnati nelle comunità ecclesiali affinché le parrocchie diventino «non semplici spazi di aggregazione occasionale, ma vere e proprie palestre di vita cristiana». Il messaggio si chiude con il richiamo alla figura di San Paolino, indicato come esempio di dialogo e fraternità in un tempo segnato da divisioni e individualismo.
«Paolino ha costruito ponti laddove il mondo vedeva solo confini e barriere. In un tempo che ci spinge all’isolamento, l’amicizia cristiana è ancora una rivoluzione che ci permette di abbattere i muri dell’indifferenza, dell’autoreferenzialità e dell’esclusione».Parole che, alla vigilia delle celebrazioni patronali, assumono il valore di un invito rivolto non solo ai credenti, ma all’intera comunità del territorio nolano: riscoprire il senso della solidarietà, della cura dell’altro e della responsabilità condivisa di fronte alle fragilità del nostro tempo.

