#URBANISTA, TECNOMANIA
23 giugno 2026

Santa Monica, auricolari open fit con ANC adattivo

Driver da 13 mm, multipoint e cancellazione intelligente del rumore
Gennaro Annunziata

Gli auricolari true wireless economici hanno ormai raggiunto una maturità che, fino a qualche anno fa, sarebbe stata difficile da immaginare. La differenza non la fa più soltanto la presenza del Bluetooth stabile o di una custodia compatta, ma il modo in cui un prodotto riesce a inserirsi nella giornata tipo senza costringerci a compromessi troppo evidenti. I Santa Monica di Urbanista non vogliono certo essere auricolari per esigenti audiofili, né sfidare i modelli premium più costosi, ma provano a portare caratteristiche oggi molto richieste, come ANC adattivo, multipoint, design open fit, in un prodotto dal prezzo accessibile.
Li abbiamo testati per diversi giorni per telefonate, videoconferenze, passeggiate in città, qualche viaggio sui mezzi pubblici, ascolto di musica, podcast e contenuti video. È il tipo di prova che serve davvero per auricolari di questo genere, perché la loro qualità non emerge solo alla prima canzone ascoltata. Si capisce bene dopo due ore davanti al computer, durante una chiamata fatta camminando, quando si passa dal notebook allo smartphone o quando si verifica se la custodia è comoda da portare in tasca.
I Santa Monica non sono perfetti, e in alcuni aspetti si percepisce chiaramente la volontà di tenere il prezzo sotto controllo. Ma hanno una personalità precisa, sono auricolari da città, da ufficio, da smart working, più orientati al comfort e alla praticità che all’isolamento totale.
Il primo impatto è coerente con la filosofia di Urbanista. Linee pulite, niente elementi decorativi superflui, custodia compatta e un’estetica che punta più sulla sobrietà che sull’effetto scenico. La versione nera, probabilmente la più versatile, non attira troppo l’attenzione e conserva un aspetto abbastanza elegante anche in contesti lavorativi.

Oltre alla nera, disponibili anche le varianti cromatiche bianca e verde.

La custodia misura 58 x 50 x 26 mm e pesa poco meno di 33 grammi. Nella pratica significa che finisce senza problemi nella tasca dei jeans, nel taschino di uno zaino o in una piccola borsa da lavoro. Durante l’uso quotidiano l’abbiamo trovata comoda soprattutto perché non ha forme strane né spigoli fastidiosi. Si apre con naturalezza, gli auricolari sono facili da estrarre e il magnete li richiama in sede senza incertezze particolari.
La finitura non dà la sensazione di un prodotto premium, ma nemmeno economico. È una plastica ben lavorata, leggera, con una costruzione complessivamente ordinata. Non dà la percezione di un oggetto fragile, anche se la sua leggerezza ricorda sempre la fascia di prezzo in cui il prodotto si colloca.

Gli auricolari hanno la forma tradizionale con stelo. Il logo è visibile ma non invadente, la sagoma è sottile e il peso di 4,2 grammi per auricolare aiuta molto nell’uso quotidiano. La certificazione IPX4 aggiunge una protezione utile contro sudore e piccoli schizzi, sufficiente per camminare sotto una pioggia leggera, ma non li rende auricolari sportivi da trattamento aggressivo.

La vestibilità open fit definisce più di ogni altra cosa l’esperienza con i Santa Monica. Non entrano nel condotto uditivo con gommini in silicone, non sigillano l’orecchio e non creano quella sensazione di pressione che molti utenti tollerano male dopo un’ora di ascolto. Gli auricolari si appoggiano, restano leggeri, lasciano passare una parte dell’ambiente e rendono più naturale l’utilizzo prolungato.
Durante lunghe sessioni di lavoro questo aspetto si apprezza subito. Abbiamo tenuto i Santa Monica per diverse ore tra musica a basso volume, call e podcast, senza mai arrivare a quella fatica tipica di alcuni in-ear più invasivi. È uno dei punti forti. Sono auricolari che si dimenticano abbastanza facilmente, soprattutto se usati in casa o in ufficio.
La stabilità è buona per camminare, salire e scendere dai mezzi, lavorare alla scrivania. Non li sceglieremmo come prima opzione per correre o per allenamenti intensi, perché l’open fit porta con sé una minore sensazione di ancoraggio rispetto ai modelli con gommini. Per l’uso quotidiano, però, il bilanciamento è buono. Anche muovendo la testa durante una videochiamata o camminando a passo sostenuto non abbiamo avvertito il bisogno di riposizionarli continuamente.
Il limite è quello tipico di questa categoria. L’isolamento passivo è ridotto. Chi cerca il silenzio quasi completo degli in-ear con ANC troverà i Santa Monica meno efficaci. Chi invece vuole restare parzialmente connesso all’ambiente, sentire un avviso, percepire il traffico o parlare brevemente con qualcuno senza sfilare subito gli auricolari, probabilmente li troverà più naturali.

Urbanista ha scelto per i Santa Monica driver dinamici da 13 mm con diaframma in biofibra, una dotazione interessante per auricolari open fit di questa fascia. Nell’ascolto quotidiano offrono un suono piacevole, con una tendenza abbastanza evidente a dare corpo alla parte bassa e medio-bassa dello spettro. Non è una resa neutra in senso stretto, ma è coerente con il tipo di prodotto e con l’uso per cui è pensato.
Con pop, elettronica leggera e playlist da lavoro il risultato è gradevole. I bassi hanno presenza, senza diventare sempre invadenti, e aiutano a compensare la naturale dispersione degli auricolari open fit. Con brani più complessi, ricchi di strumenti e stratificazioni, emerge qualche limite nella separazione. La scena non è larghissima e nei passaggi più pieni le frequenze tendono a compattarsi. Non è un difetto grave ma si percepisce se si passa da auricolari di categoria superiore.
Le voci sono il punto più convincente. Podcast, video su YouTube, interviste e contenuti parlati risultano chiari, facili da seguire anche a volume moderato.
Con film e serie su notebook o smartphone la sincronizzazione ci è sembrata stabile. Non abbiamo notato ritardi fastidiosi nella visione di contenuti video, almeno nelle app più comuni. La connessione usa codec SBC, quindi non siamo nel territorio dell’audio ad alta risoluzione o dei codec più raffinati, ma per il pubblico a cui si rivolgono i Santa Monica la priorità è funzionare bene, con semplicità, in tante situazioni diverse.
L’equalizzazione adattiva lavora in modo poco appariscente. Non c’è un’app da cui intervenire in modo manuale, quindi non si può cucire il suono addosso ai propri gusti. La resa, però, rimane equilibrata nell’uso misto. Avremmo gradito un minimo di personalizzazione ma Urbanista ha scelto una taratura facile, immediata, adatta alla maggioranza degli ascolti quotidiani.
La cancellazione del rumore è la parte più curiosa dei Santa Monica, perché abbinarla a un design open fit è sempre una sfida. L’assenza di un isolamento fisico importante rende il compito più difficile rispetto agli auricolari con gommini. Urbanista dichiara un sistema adattivo capace di analizzare il canale uditivo e intervenire sui rumori ambientali fino a 30 dB. Nell’uso reale bisogna interpretare questo dato con un po’ di buon senso. È il compromesso naturale dell’open fit. I Santa Monica riducono, non chiudono. L’obiettivo non è cancellare il mondo esterno, ma renderlo meno invadente mentre si usa un auricolare leggero e non occlusivo. Chi però cerca un isolamento simile a quello dei migliori in-ear ANC resterà deluso.
All’interno l’ANC funziona meglio con rumori costanti e prevedibili. Il ronzio di un climatizzatore, il sottofondo di un computer, una rumorosità ambientale regolare vengono attenuati in modo percepibile. In strada il comportamento cambia. Il traffico viene smussato, soprattutto nella componente più continua, ma clacson, voci vicine e rumori improvvisi restano chiaramente udibili. A noi questo non dispiace, perché durante le passeggiate urbane un po’ di consapevolezza ambientale garantisce maggiore sicurezza. Sui mezzi pubblici il risultato è discreto, non miracoloso. Su autobus e metro l’ANC aiuta a rendere l’ascolto più ordinato, ma nei vagoni più rumorosi bisogna comunque alzare il volume.

L’audio in uscita è uno degli aspetti più solidi del prodotto. I sei microfoni, tre per auricolare, non sono soltanto un numero da scheda tecnica. Nelle telefonate la voce arriva chiara e abbastanza centrata, con una buona gestione dei rumori di fondo in ambienti domestici e d’ufficio. Durante le videoconferenze da notebook abbiamo avuto un risultato superiore a quello dei microfoni integrati nel portatile, soprattutto perché la voce resta più vicina e meno dispersa nella stanza.
All’aperto il sistema di riduzione del rumore del vento lavora in modo credibile. Camminando in città, con un vento leggero e traffico laterale, l’interlocutore riesce a seguirci senza chiederci di ripetere continuamente. Quando il vento aumenta o ci si trova vicino a strade molto trafficate, qualche artefatto entra nella voce e la compressione diventa più evidente.
Il vantaggio reale è che i Santa Monica sono affidabili nelle chiamate normali. Non obbligano a cercare una stanza silenziosa per ogni telefonata, non impastano troppo la voce e non creano quella sensazione metallica che capita con modelli economici meno curati.
Il Bluetooth multipoint è una di quelle caratteristiche che, una volta entrate nella routine, diventano difficili da abbandonare. Con i Santa Monica abbiamo collegato contemporaneamente smartphone e computer, passando da musica e video sul notebook a telefonate in arrivo sul telefono senza dover intervenire ogni volta sulle impostazioni. È un vantaggio concreto per chi alterna dispositivi diversi.
La stabilità della connessione è buona. Non abbiamo riscontrato sganciamenti frequenti o problemi evidenti nel collegamento a più dispositivi. Il Bluetooth 6.0 e il raggio dichiarato di circa 10 metri si traducono, nella pratica, in una libertà sufficiente per muoversi in casa o in ufficio lasciando il telefono sulla scrivania.
L’autonomia dichiarata arriva fino a 24 ore complessive, con 4 ore dagli auricolari e 20 ore aggiuntive dalla custodia. Con ANC attivo il dato ovviamente scende.
Le 4 ore per singola carica sono sufficienti per molte situazioni quotidiane, meno generose se si affronta una mattinata piena di call o un lungo viaggio senza pause. La custodia compensa bene, perché rimettere gli auricolari a riposo per qualche minuto diventa un gesto naturale. La ricarica rapida, con circa un’ora di ascolto dopo 10 minuti, è utile proprio quando ci si accorge tardi di averli lasciati scarichi.
La ricarica avviene tramite USB-C. Manca la ricarica wireless, ma a questo prezzo non è una vera mancanza. Più rilevante, semmai, è l’assenza del cavo in confezione. È una scelta sempre più diffusa, anche per ragioni ambientali e di riduzione degli accessori, ma resta una dotazione essenziale.

I controlli touch sugli steli funzionano con una discreta precisione. Dopo un breve periodo di adattamento si riesce a gestire riproduzione, chiamate, assistente vocale e funzioni principali senza troppi errori. La superficie di controllo è accessibile e gli auricolari non richiedono pressioni fisiche, quindi non si spostano troppo nell’orecchio quando si interagisce.
Il problema è un altro. L’assenza di un’app dedicata si sente. Non poter vedere chiaramente lo stato delle funzioni, modificare i controlli, intervenire sull’equalizzazione o gestire in modo più intuitivo ANC e multipoint rende l’esperienza meno completa. Tutto passa dai tocchi sugli steli, e questo obbliga a ricordare combinazioni che non sempre diventano immediate.
Manca anche il controllo del volume direttamente dagli auricolari. È una rinuncia che può sembrare piccola, ma nell’uso quotidiano emerge spesso. Camminando con il telefono in tasca, durante una call o mentre si lavora al computer, dover intervenire dal dispositivo principale non rovina del tutto l’esperienza, ma la rende meno raffinata di quanto il resto del prodotto lascerebbe sperare.
È qui che il compromesso dei Santa Monica è più chiaro. Urbanista ha inserito funzioni moderne, anche ambiziose per la fascia di prezzo, ma ha rinunciato a quello strato software che oggi può fare la differenza. Per chi ama personalizzare l’esperienza, sarà il limite più evidente.
Il prezzo di listino di 79 euro colloca i Santa Monica in una fascia molto affollata, dove la concorrenza è ampia e spesso aggressiva. Il prezzo promozionale di 69 euro su Amazon rende il prodotto più interessante.
Gennaro Annunziata