Ucciso a 21 anni a Napoli, l’inquietante ipotesi dietro il delitto di Lorenzo Spasiano
Potrebbe esserci una lite nata durante una partita di calcetto all’origine dell’omicidio di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso a colpi di pistola nella notte tra domenica e lunedì in via Caprera, nel quartiere di Miano, alla periferia nord di Napoli. È una delle ipotesi sulle quali stanno concentrando l’attenzione gli investigatori dell’Arma, impegnati a fare piena luce sul delitto che ha sconvolto il quartiere. Secondo quanto emerso, il giovane sarebbe stato coinvolto lo scorso marzo in un acceso diverbio con un coetaneo della zona durante una partita su un campo di calcetto.
Una discussione nata, probabilmente, per un fallo di gioco e che potrebbe non essersi mai realmente conclusa.Gli inquirenti stanno verificando se quel contrasto possa essersi trascinato nei mesi successivi, alimentato da ulteriori incontri avvenuti nelle strade del rione, fino a degenerare nell’agguato mortale consumatosi davanti all’abitazione del giovane. Lorenzo Spasiano, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al torace sparato da distanza ravvicinata, era incensurato e, secondo quanto accertato finora, completamente estraneo ad ambienti criminali. Per anni aveva lavorato in un panificio della zona prima di intraprendere una nuova esperienza lavorativa.
Era inoltre appassionato di boxe.Anche il contesto familiare appare lontano da qualsiasi dinamica legata alla criminalità organizzata. Il padre lavora come autista di ambulanze, la madre è casalinga e i quattro fratelli svolgono regolarmente attività lavorative, alcuni dei quali fuori regione.
Proprio l’assenza di collegamenti con ambienti malavitosi rende ancora più complessa l’individuazione del movente. Gli investigatori non escludono alcuna pista, ma al momento quella della lite degenerata resta uno degli elementi più significativi emersi nel corso delle indagini.Sul caso lavorano i Carabinieri del Nucleo Operativo Stella e della stazione di Secondigliano, sotto il coordinamento della Procura di Napoli. Le attività investigative sono concentrate sull’acquisizione delle immagini di videosorveglianza, sulle testimonianze raccolte nel quartiere e sulla ricostruzione dei rapporti personali del giovane per comprendere chi possa aver deciso di armarsi e fare fuoco contro un ragazzo descritto da tutti come un lavoratore e un giovane senza ombre.
Una vicenda che continua a scuotere la comunità di Miano, dove cresce l’attesa per conoscere la verità su un omicidio che, almeno allo stato attuale delle indagini, appare lontano dalle logiche della criminalità organizzata e più vicino a una possibile escalation di violenza nata da un banale litigio.

