Angri. Uomo evirato per gelosia, la moglie a processo
LA DECISIONE
24 giugno 2026
LA DECISIONE

Angri. Uomo evirato per gelosia, la moglie a processo

Tra le parti civili anche l'ex compagnia e i figli
Tiziano Valle

Il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Muna Sunjida Afrine, la donna accusata di aver evirato il compagno, Mizanur Rahman, lo scorso primo maggio a Angri. Con questa decisione i giudici hanno impresso una netta accelerazione al percorso processuale, ritenendo evidente la prova del reato ed evitando la fase dell’udienza preliminare. A rendere nota la decisione del tribunale è l’avvocato Angelo Pisani, legale di fiducia della vittima.

Drogato durante il pranzo e poi aggredito

I fatti risalgono alle scorse settimane e hanno contorni di estrema crudeltà. Secondo quanto ricostruito dettagliatamente dalle indagini degli inquirenti, la donna avrebbe pianificato l’aggressione nei minimi dettagli. Durante il pranzo, Afrine avrebbe somministrato a Rahman una dose massiccia di farmaci a sua insaputa. Una volta subentrata una forte sonnolenza, approfittando del totale stato di incapacità e difesa della vittima, la donna lo avrebbe colpito con violenza, causandogli lesioni gravissime e permanenti.

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L’atto d’accusa del legale

Dietro la ferocia del gesto, secondo quanto emerso, ci sarebbero motivi legati a una forte gelosia. L’avvocato Angelo Pisani, nel commentare la svolta giudiziaria, ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’indifferenza mediatica e istituzionale che ha circondato la vicenda: «Un dramma che solo all’inizio e solo a parole ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua ferocia e per le devastanti conseguenze fisiche, psicologiche, familiari ed esistenziali subite dalla vittima. Di fatto, però, non ha generato alcuna solidarietà della società civile e della politica nei confronti della vittima, abbandonata al suo crudele e misero destino».

Il fronte delle parti civili in tribunale

Il processo si preannuncia particolarmente complesso anche sul fronte dei risarcimenti e della tutela dei diritti. Nel procedimento penale si costituiranno formalmente come parte civile: Mizanur Rahman, la vittima diretta dell’aggressione (assistito dall’avvocato Angelo Pisani); la moglie e i figli dell’uomo (assistiti dall’avvocato Francesco Laudisio);l’associazione “Potere ai Diritti” con il team Antiviolenza 1523.it (tramite l’avvocato Sergio Pisani). Il dibattimento che si aprirà a breve dovrà fare totale chiarezza sulle responsabilità penali della donna, rimettendo al centro dell’aula di tribunale un caso di cronaca nera che ha profondamente segnato l’agro nocerino-sarnese.