Caso Sonrisa, parlano i Polese: «Non ci arrendiamo, salvate i lavoratori»
CASO SONRISA
24 giugno 2026
CASO SONRISA

Caso Sonrisa, parlano i Polese: «Non ci arrendiamo, salvate i lavoratori»

Michele De Feo

«Non ci arrendiamo». È il messaggio che la famiglia Polese affida a una nota diffusa dopo la conferma della revoca delle licenze del Grand Hotel La Sonrisa da parte del Consiglio di Stato, una decisione che rischia di interrompere immediatamente l’attività della struttura di Sant’Antonio Abate.Al centro della presa di posizione non c’è tanto la vicenda giudiziaria, che continuerà il proprio percorso nelle sedi competenti, quanto l’impatto occupazionale della chiusura. La famiglia proprietaria della struttura richiama infatti l’attenzione sulle conseguenze che il provvedimento potrebbe avere per centinaia di lavoratori e per l’intero indotto economico legato all’attività ricettiva che da questa mattina stanno protestando all’esterno del Castello delle Cerimonie. Tra le circa 300 persone presenti anche Sabato Polese.

Sabato Polese

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«Per quasi quarant’anni La Sonrisa ha operato con autorizzazioni, concessioni, sanatorie, licenze commerciali e sanitarie rilasciate dagli enti competenti. Ha pagato regolarmente tasse, tributi e contributi, rappresentando una realtà imprenditoriale solida e un punto di riferimento per il territorio», sottolineano i Polese.La famiglia evidenzia inoltre come il caso sia stato sottoposto anche al primo vaglio di ammissibilità della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, pur evitando di entrare nel merito del contenzioso giudiziario.L’attenzione resta però rivolta all’emergenza occupazionale. «Oggi c’è un’emergenza concreta: centinaia di persone rischiano di perdere il lavoro. Sono padri, madri, figli. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni, allo Stato e a chiunque possa sostenere concretamente questi lavoratori», afferma la famiglia Polese.

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Un appello che si lega a quello lanciato nelle stesse ore dai dipendenti della struttura, che chiedono una soluzione in grado di consentire la prosecuzione dell’attività almeno fino al termine della stagione estiva, per salvaguardare posti di lavoro, eventi già programmati e l’indotto economico collegato al Grand Hotel La Sonrisa.