Omicidio Spasiano, i sospetti su un 16enne legato al clan Pecorelli
Si sta concentrando su un sedicenne imparentato con un presunto affiliato al clan Pecorelli l’attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli (sostituto procuratore Enrica Parascandolo) che sta coordinando le indagini dei carabinieri sull’omicidio di Lorenzo Spasiano, l’operaio incensurato di 21 anni, appassionato di calcetto e boxe, ferito mortalmente davanti casa, ieri, nel quartiere Miano di Napoli.
In azione sarebbe entrata una sola persona che gli ha sparato un colpo di pistola da distanza ravvicinata al torace: l’ogiva ha centrato il cuore non lasciando scampo alla vittima.
I militari dell’arma hanno acquisito i video dei sistemi di sorveglianza presenti in zona e sommarie informazioni testimoniali nel quartiere: la pista privilegiata resta al momento la lite scoppiata lo scorso marzo durante una partita di calcetto.
Una zuffa a cui hanno fatto seguito altri episodi più o meno violenti e minacce di morte via chat che, se confermate, avrebbero fatto da prologo all’omicidio. Stamattina, in una intervista in tv, don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, ha rivolto un appello (“pentiti e costituisciti”) a chi ha premuto il grilletto contro quel giovane “un pochino vivace” che si guadagnava da vivere lavorando onestamente, come tutta la sua famiglia.
Nella stessa intervista il sacerdote ha chiesto che a Miano si avviino progetti “in grado di insegnare ai giovani che la vita è un dono e che quindi non va sprecata”.
Don Salvatore ha anche ricordato che Miano è già stata funestata da un altro evento simile a quello che ha visto vittima Lorenzo Spasiano: il riferimento è all’omicidio di Raffaele Perinelli, giovane promessa del calcio campano, anche lui morto a soli 21 anni, ucciso la sera del 6 ottobre 2018.
Perinelli venne ferito mortalmente al cuore con una coltellata al culmine di una lite per futili motivi dinnanzi un circolo ricreativo: “A Miano ci sono sempre litigi tra giovani – ha detto il sacerdote – non è la prima volta, ma speriamo che questa sia l’ultima”.

