Torre Annunziata: la relazione svela le cause dello scioglimento
Tre settimane dopo la decisione del Consiglio dei Ministri emergono le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni della criminalità organizzata.
La relazione della Commissione d’accesso è stata notificata agli uffici di Palazzo Criscuolo. Il documento contiene gli elementi che hanno indotto il Viminale a ritenere compromesso il corretto funzionamento dell’ente, decretando un nuovo commissariamento della città.
Il provvedimento arriva al termine di un percorso avviato con l’insediamento della Commissione d’accesso e concluso con la delibera del Governo.
Nel frattempo, l’amministrazione guidata da Corrado Cuccurullo era già decaduta per effetto delle dimissioni irrevocabili del sindaco. La gestione dell’ente era stata quindi affidata al commissario prefettizio Gianfranco Tomao.
Con la notifica della relazione iniziano ora a emergere i contenuti del documento che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
I primi elementi della relazione
Secondo le prime indiscrezioni, uno degli aspetti ritenuti centrali riguarda la presenza in Consiglio comunale di cinque consiglieri già eletti durante la precedente amministrazione Ascione, sciolta nel 2022 per analoghe motivazioni.
Per la Commissione, questo elemento rappresenterebbe un fattore di continuità ritenuto significativo nella valutazione complessiva del contesto amministrativo. La relazione richiama inoltre una serie di criticità riguardanti il funzionamento della macchina comunale.
Tra queste figurano i ritardi nell’attuazione del progetto di ampliamento della videosorveglianza cittadina. Vengono inoltre evidenziati i ritardi nelle procedure per gli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente. Entrambi gli aspetti sono ritenuti rilevanti nell’analisi dell’attività amministrativa.
Torre Annunziata, le criticità evidenziate dal Viminale
Nel documento trovano spazio anche la vicenda dello stadio Giraud, ancora privo di una convenzione per l’utilizzo dell’impianto, e la situazione della società partecipata Primavera. Per quest’ultima viene evidenziata la presenza di dipendenti coinvolti in procedimenti penali.
Si tratta dei primi contenuti emersi dalla relazione, destinata a essere analizzata nel dettaglio nei prossimi giorni. Lo scioglimento di Torre Annunziata rappresenta il terzo provvedimento di questo tipo nella storia della città. È anche il secondo consecutivo dopo quello del 2022.
Un dato che conferma la gravità del quadro delineato dagli organi ispettivi. Si apre così una nuova fase di amministrazione straordinaria, destinata a protrarsi per i prossimi diciotto mesi. Durante questo periodo sarà la commissione straordinaria nominata dal Governo a guidare l’ente e a gestire il percorso di risanamento amministrativo indicato dal Viminale.

