Torre del Greco, bonifica e lavori alla spiaggia libera: «Ma senza le scogliere sono soldi buttati a mare»
Torre del Greco. Il cantiere è stato inaugurato solo da qualche giorno, ma i lavori di bonifica e rilancio promossi dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella già aprono il primo fronte di scontro politica.
La riqualificazione della spiaggia libera di San Giuseppe alle Paludi è finita, infatti, a centro dell’ennesimo affondo del geometra Carlo Riccio, responsabile del dipartimento Urbanistica della Lega per la provincia di Napoli: «Ho appreso con piacere che l’amministrazione comunale ha parzialmente accolto l’appello che lanciai già a febbraio scorso per la messa in sicurezza del tratto di costa dal porto al cimitero – la premessa del tecnico vicino all’onorevole Gianluca Cantalamessa -. I lavori sono iniziati con l’estate già alle porte, ma meglio tardi che mai».
Nei giorni scorsi l’ente di palazzo Baronale ha avviato le opere di riqualificazione del tratto di via Agostinella, finanziate con circa 100.000 euro attraverso una variazione di bilancio. Un intervento atteso da anni su un arenile segnato da degrado, rifiuti e danni legati alle mareggiate e finalizzato alla fruizione pubblica in vista della stagione estiva.
Ma proprio sull’impostazione del progetto si concentra l’affondo politico. «Non vorrei che gli interventi di riqualificazione si fermassero solo alla “spiaggia degli amici” senza interessare anche i tratti di costa del Cavaliere e del laghetto», la stoccata di Carlo Riccio, pronto a chiedere di allargare lo sguardo al di là del primo lotto di lavori.
Il responsabile provinciale della Lega entra poi nel merito delle risorse e della programmazione complessiva, sollevando dubbi sulla frammentazione degli interventi. «Per la riqualificazione del tratto di spiaggia libera di via Agostinella, peraltro avviata in concomitanza con i lavori di collettamento eseguiti da Gori, sono stati investiti 100.000 euro. Per gli altri due tratti di spiaggia serviranno ulteriori 200.000 euro? E con trecentomila euro complessivi, non si poteva programmare un intervento più strutturale e definitivo?».
Il punto più duro riguarda la tenuta stessa delle opere nel medio periodo, in un litorale storicamente esposto alle mareggiate. «Senza le necessarie scogliere, questi lavori rischiano di essere spazzati via alla prima mareggiata. E, insieme ai lavori, andranno in malora 100.000 euro in soldi pubblici».
Una posizione che riapre il dibattito sulla strategia di intervento lungo la costa cittadina: da un lato l’amministrazione comunale rivendica l’avvio di un percorso di recupero di un’area simbolo del degrado urbano; dall’altro l’opposizione chiede una visione unitaria e opere strutturali capaci di resistere nel tempo. Sullo sfondo, resta il nodo irrisolto della vulnerabilità del litorale e della necessità di interventi di vera difesa della costa.
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