Intesa in Prefettura: ripartono le cure domiciliari a Napoli
SANITÀ
26 giugno 2026
SANITÀ

Intesa in Prefettura: ripartono le cure domiciliari a Napoli

Salvi oltre 100 OSS dell’ADI.
Carmen Caldarelli

Si chiude in positivo il terzo tavolo di confronto convocato in Prefettura a Napoli sulla vertenza dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) dell’ASL Napoli 1 Centro.

L’accordo è stato raggiunto grazie alla mediazione prefettizia e al contributo dell’Assessorato al Welfare della Regione Campania.​

Ripartono i piani di assistenza

Rimasti in sospeso dallo scorso mese di maggio, i Piani Assistenziali Individualizzati saranno sbloccati nelle prossime ore. Ciò è stato possibile grazie all’intesa tra l’Azienda sanitaria, le società affidatarie del servizio e le organizzazioni sindacali.

Il personale impiegato dal Consorzio Gesco potrà tornare a pieno regime sul territorio. Si garantiranno così nuovamente le cure domiciliari a centinaia di cittadini che ne erano rimasti privati.​

I sindacati

Soddisfazione a metà per i sindacati, che vedono nell’accordo una boccata d’ossigeno ma non la fine della battaglia.​

«L’accordo raggiunto rappresenta un primo risultato importante, frutto della mobilitazione dei lavoratori e dell’azione sindacale. Abbiamo evitato oltre cento licenziamenti e garantito la continuità di un servizio fondamentale per le persone più fragili. È una soluzione che offre certezze fino al prossimo 31 dicembre, ma il percorso non può fermarsi qui. Occorre costruire un sistema stabile che tuteli contemporaneamente il diritto all’assistenza dei cittadini e quello al lavoro degli operatori».

Così hanno dichiarato in una nota congiunta, Marco D’Acunto (segretario regionale FP CGIL) e Vincenzo Migliore (segretario regionale CISL FP).

Prossima tappa il 3 luglio​

La tregua però ha una scadenza fissata a fine anno e la vertenza è tutt’altro che chiusa. Il prossimo step istituzionale è già in calendario per il 3 luglio. In tale data si terrà un nuovo incontro presso l’Assessorato al Welfare della Regione Campania.​

Al centro ci saranno le criticità legate alla delibera regionale che disciplina i criteri di accreditamento delle società di gestione. L’obiettivo resta quello di aprire un confronto di merito sul futuro a lungo termine dell’ADI.

Si punta ai pilastri fondamentali della qualità delle prestazioni erogate ai pazienti, la continuità assistenziale e la salvaguardia dei livelli occupazionali.