Torre Annunziata, Onda: dal dossier del Viminale all’appoggio a Vannacci
Da Torre Annunziata a Futuro Nazionale, il nome di Salvatore Onda torna a intrecciarsi con la politica e con le carte dello scioglimento per camorra. Un filo che parte dalla città oplontina, passa per Catello Di Capua, referente campano vicino a Roberto Vannacci, e arriva fino alla relazione del Viminale che ha accompagnato il secondo commissariamento del Comune.
Onda, dipendente della società in house Prima Vera, resta una figura al centro del dibattito cittadino. Il suo nome era già emerso nella relazione ministeriale che nel 2022 portò allo scioglimento dell’Ente per infiltrazioni camorristiche.
Quattro anni dopo il suo profilo ricompare, pur senza essere indicato espressamente, anche negli atti del nuovo scioglimento disposto dal Governo.
Il richiamo nelle carte del Viminale
Il Ministero dell’Interno descrive un dipendente con forti legami nell’ambiente criminale locale. Si tratta di una figura già emersa durante il precedente accesso ispettivo come elemento di raccordo tra l’amministrazione comunale e le consorterie camorristiche.
Riferimenti che, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, conducono proprio a Onda, nipote di Umberto Onda, esponente del clan Gionta.
Il suo percorso incrocia oggi anche la galassia di Futuro Nazionale. Nelle scorse settimane è stato fotografato a cena con Catello Di Capua, uno dei riferimenti campani del partito. L’incontro si è svolto dopo l’assemblea regionale del movimento.
Il dibattito politico e il percorso giudiziario
La vicinanza di Onda al movimento, pur senza incarichi ufficiali, ha già alimentato il dibattito politico. Dopo il primo scioglimento del Comune era stato licenziato dalla società partecipata. Successivamente era stato reintegrato in seguito a una sentenza della magistratura del lavoro.
La nuova relazione richiama anche il successivo rinvio a giudizio per intestazione fittizia di beni e riciclaggio con aggravante mafiosa. Per questo procedimento vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Secondo il Viminale, la società avrebbe dovuto valutare un nuovo procedimento disciplinare.
Così Onda resta al centro di una doppia traiettoria. Da un lato ci sono le ombre amministrative di Torre Annunziata. Dall’altro la nuova militanza nell’area che guarda a Roberto Vannacci.
Un nome che continua a ricorrere tra carte ministeriali, rapporti politici e una città ancora una volta consegnata ai commissari.

