Torre Annunziata: i rapporti tra politica e clan, due consiglieri nel mirino degli 007
Ombre sull'amministrazione
27 giugno 2026
Ombre sull'amministrazione

Torre Annunziata: i rapporti tra politica e clan, due consiglieri nel mirino degli 007

Il Ministero evidenzia contiguità e fatti già narrati nella relazione del 2013
Antonio Di Martino

Due consiglieri comunali già citati nella commissione d’accesso del 2013 compaiono anche nel decreto che ha portato allo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni camorristiche. Il Ministero dell’Interno richiama quei precedenti non per contestarne l’elezione, ma come elementi del quadro complessivo ricostruito dalla commissione d’accesso e posto alla base del provvedimento.

Torre Annunziata, i richiami alle precedenti commissioni d’accesso

Il primo era stato indicato come candidato che «sarebbe direttamente supportato» dal locale clan camorristico egemone. Il decreto richiama questa circostanza come confermata anche dalle risultanze della commissione d’accesso del 2022.

Il secondo, poi diventato presidente del consiglio comunale durante l’amministrazione Cuccurullo, era stato invece indicato come politico che «ha ricevuto il sostegno elettorale da parte dei soci di un circolo privato vicino alla criminalità organizzata».

Circostanze che non hanno costituito motivo di incandidabilità. Entrambi hanno infatti partecipato regolarmente alle successive competizioni elettorali, risultando eletti. Il Ministero precisa però che quei precedenti non vengono richiamati per contestarne l’elezione. Sono invece inseriti nel più ampio quadro ricostruito dalla commissione d’accesso.

Il quadro ricostruito dal Viminale

La relazione evidenzia inoltre la continuità con le amministrazioni precedenti. Cinque consiglieri comunali sedevano già nell’assise sciolta nel 2022, mentre altri avevano ricoperto incarichi di assessore o risultavano legati da rapporti di parentela con ex amministratori.

Il Ministero ricorda che il Comune era già stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1993 e nel 2022. Era stato inoltre interessato da una commissione d’accesso nel 2013. Nelle conclusioni il Viminale precisa che nessuno degli elementi raccolti viene considerato isolatamente.

I richiami ai due consiglieri, la continuità con le precedenti amministrazioni e gli ulteriori accertamenti svolti sulla gestione dell’Ente concorrono alla valutazione complessiva che ha portato il Governo a disporre lo scioglimento del consiglio comunale e l’affidamento del Comune a una commissione straordinaria.