Mariangela Pira: «Comprendere l’economia partendo dalle parole»
Ci sono parole che ascoltiamo ogni giorno senza fermarci davvero a comprenderle. Dazio, inflazione, debito, spread, recessione. Entrano nei telegiornali, nei dibattiti politici, nelle conversazioni quotidiane, ma spesso restano prive di un significato pieno.
È da questa consapevolezza che prende avvio il lavoro di Mariangela Pira, giornalista di Sky TG24 e massima esponente nel panorama economico finanziario internazionale, che a Pompei – ospite della rassegna Gli Incontri di Valore ideata e diretta da Nicola Ruocco – ha presentato il volume “24 parole per capire l’economia”. Un incontro che ha trasformato una materia tradizionalmente percepita come tecnica in un’occasione di riflessione sul presente, attraversando temi che spaziano dalle pensioni alle tensioni geopolitiche internazionali, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale e alle nuove dinamiche dei mercati globali.
Chi conosce il lavoro di Mariangela Pira sa che il tratto distintivo della sua attività giornalistica non è soltanto il rigore dell’analisi, ma la capacità di tradurre la complessità in un linguaggio chiaro, senza mai impoverirne il contenuto. Una forma di divulgazione che rinuncia ai tecnicismi quando diventano una barriera, senza rinunciare alla profondità.
Anche durante il dialogo con Nicola Ruocco questa attitudine emerge con naturalezza: ogni riferimento ai mercati, alla finanza o agli equilibri geopolitici viene ricondotto alla quotidianità delle persone, con un tono misurato, pacato, capace di accompagnare il pubblico dentro argomenti spesso percepiti come lontani.
È questa, probabilmente, la qualità più preziosa del suo lavoro: rendere accessibile ciò che appare complesso, dimostrando che comprendere l’economia non significa imparare formule, ma acquisire strumenti per leggere il presente. È proprio riflettendo sul rapporto tra linguaggio e conoscenza che Pira individua quello che considera il principale limite della cultura economica italiana: il modo in cui questa disciplina viene insegnata.
«Secondo me c’è proprio un problema nella metodologia, ed è un problema che abbiamo fin dalla scuola. È come se per cinque anni insegnassero soltanto la grammatica senza farti leggere un romanzo. A un certo punto ti chiedi: va bene la grammatica, ma quando arriva davvero il momento di capire? Lo stesso succede con la matematica. Per questo ho pensato di partire dalle parole e poi arrivare ai numeri: magari così le persone riescono ad avvicinarsi con meno timore a questi concetti».
Le ventiquattro parole che danno il titolo al libro non costituiscono quindi un semplice glossario economico. Sono, piuttosto, un lessico civile. Termini che attraversano il dibattito pubblico, orientano le decisioni della politica, influenzano le scelte delle imprese e finiscono inevitabilmente per incidere sulla vita quotidiana di ogni cittadino. Restituire loro significato significa anche ridurre la distanza che troppo spesso separa l’economia dalle persone.
Nel corso del confronto con Nicola Ruocco, il dialogo si è naturalmente allargato alle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali. Dalle politiche economiche statunitensi alle tensioni geopolitiche, dalla sostenibilità del sistema pensionistico ai nuovi assetti commerciali internazionali, ogni tema è stato affrontato riportando continuamente il ragionamento alla dimensione concreta della vita quotidiana.
Perché la geopolitica non resta confinata nelle cancellerie internazionali: entra nelle imprese, nei risparmi delle famiglie, nei mutui, nelle bollette e nelle prospettive delle nuove generazioni. Nel ripercorrere i grandi cambiamenti degli ultimi decenni, Pira individua due momenti destinati a segnare una cesura nel modo di osservare i mercati: il fallimento di Lehman Brothers nel 2008 e la pandemia.
«Credo che il primo evento che abbia cambiato il modo di leggere i mercati sia stato il fallimento di Lehman Brothers. Poi è arrivato il Covid, che ha cambiato completamente tutto. Abbiamo capito che nel giro di un anno può succedere qualcosa capace di modificare radicalmente gli equilibri e che la flessibilità è diventata una competenza indispensabile».
Una riflessione che supera la semplice cronaca economica e restituisce l’immagine di un tempo caratterizzato da trasformazioni sempre più rapide, nel quale la capacità di comprendere il cambiamento rappresenta una risorsa tanto importante quanto la competenza tecnica. Tra i passaggi più significativi dell’incontro emerge anche il legame tra conoscenza economica e partecipazione democratica.
Per Mariangela Pira comprendere i meccanismi che regolano i mercati significa essere cittadini più consapevoli, capaci di valutare con maggiore lucidità le conseguenze delle scelte politiche. «Se una persona sapesse, ad esempio, che quando vengono introdotti dei dazi non è il Paese straniero a sostenerne direttamente il costo, ma molto spesso il consumatore americano che acquista quel prodotto, probabilmente guarderebbe con maggiore attenzione a certe promesse politiche. Comprendere questi meccanismi significa anche arrivare al voto con una consapevolezza diversa».
Non è una riflessione politica, ma un richiamo al valore della conoscenza. Perché l’informazione economica, quando è corretta e comprensibile, non serve soltanto a interpretare i mercati: contribuisce a formare cittadini più liberi nelle proprie valutazioni e, proprio per questo, più responsabili nelle proprie scelte. Anche quando immagina il futuro, Mariangela Pira sceglie di non partire dalla tecnologia, ma dai valori che dovranno accompagnarla.
Se un domani dovesse aggiungere una venticinquesima parola al suo libro, vorrebbe che fosse “etica nell’intelligenza artificiale“. Una risposta che sintetizza efficacemente il suo approccio: il progresso non può essere misurato soltanto dall’evoluzione degli strumenti, ma anche dalla responsabilità con cui l’uomo decide di utilizzarli.
L’appuntamento pompeiano ha confermato ancora una volta la vocazione della rassegna Gli Incontri di Valore a trasformare la presentazione di un libro in un’occasione di confronto sui grandi temi dell’attualità. E il messaggio che Mariangela Pira consegna al pubblico va ben oltre l’economia. Comprendere il significato delle parole significa comprendere il presente, comprenderne i meccanismi significa partecipare con maggiore responsabilità alla vita collettiva.
In un tempo attraversato da crisi, cambiamenti e nuove sfide globali, la conoscenza torna così a essere il primo strumento di libertà. Ed è forse proprio questa la lezione più preziosa che emerge dal suo lavoro: rendere comprensibile la complessità non significa semplificarla, ma metterla a disposizione di tutti. Una forma di giornalismo che informa, accompagna e aiuta a guardare il mondo con maggiore consapevolezza.

