Circolo Nautico Stabia, il quattro senza U17 campione d'Italia
Castellammare di Stabia si conferma l’università del canottaggio italiano. Dalle acque lombarde del Lago di Varese, teatro dei Campionati Italiani…
Ci sono uomini capaci di legare il proprio nome a un’epoca e altri, decisamente più rari, in grado di piegare il tempo al proprio volere. Giuseppe “Peppiniello” Di Capua appartiene indiscutibilmente alla seconda categoria. A 68 anni compiuti, lo storico timoniere che ha guidato il mitico “due con” dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale verso le vette dell’Olimpo e della leggenda sportiva, è tornato a essere il protagonista assoluto in acqua. Nelle acque lombarde del lago di Pusiano, nel comune di Eupilio, si sono consumati i Campionati Italiani Master di canottaggio. Un appuntamento che per molti rappresenta una passerella di passione e nostalgia, ma che per Di Capua si è trasformato nell’ennesimo palcoscenico in cui dimostrare che la classe, la grinta e la capacità di governare una barca non hanno data di scadenza.
Circolo Nautico Stabia, il quattro senza U17 campione d'Italia
Castellammare di Stabia si conferma l’università del canottaggio italiano. Dalle acque lombarde del Lago di Varese, teatro dei Campionati Italiani…
Doppietta di bronzi
Il leggendario timoniere ha firmato una memorabile doppietta, conquistando due medaglie di bronzo che brillano d’oro per il valore tecnico e umano che portano con sé. Di Capua ha guidato con la consueta maestria e il carisma di sempre due equipaggi di punta del Circolo Nautico Stabia, la storica canoa che lo ha visto nascere e crescere sportivamente. La prima medaglia di bronzo è arrivata nella specialità del “quattro con”, dove Peppiniello ha orchestrato la spinta di Mariano Farriciello, Giuseppe D’Aniello, Luigi Attianese e Massimo Buonocore. Quattro vogatori che hanno trovato nella voce e nelle chiamate del loro timoniere il ritmo perfetto per salire sul podio tricolore. Non sazio del primo exploit, Di Capua è salito a bordo dell’ammiraglia, l’ “otto con”, per dare vita a un’altra battaglia sul filo dei secondi. Insieme a Luigi Barone, Alessandro Izzo, Antonio Vescovo, Antonio Albano, Luigi Attianese (al doppio impegno giornaliero), Vincenzo Esposito, Alfonso Arpino e Luca Martorano, il timoniere stabiese ha saputo motivare, correggere e spingere l’armo stabiese fino a un secondo e prestigioso terzo posto. Una prestazione corale straordinaria, dove l’esperienza del timoniere ha fatto da collante e da vero e proprio valore aggiunto per la squadra.
Canottaggio. Ritorna al timone la leggenda Peppiniello Di Capua
C’è un nome che, da solo, evoca le pagine più gloriose e leggendarie del canottaggio italiano. Giuseppe "Peppiniello" Di Capua,…
I trionfi olimpici
Vedere Peppiniello Di Capua ancora in sella, con lo sguardo fisso sulla scia e le mani pronte a correggere la rotta, evoca inevitabilmente i brividi delle telecronache d’inizio anni novanta. Parliamo di un atleta che ha segnato la storia dello sport italiano: nel suo palmarès luccicano due ori olimpici (Los Angeles 1984 e Seul 1988) e un argento (Barcellona 1992), ben sette titoli mondiali conquistati con gli Abagnale, oltre a un oro iridato nell’otto Pesi Leggeri datato 1982. Ma la grandezza di Di Capua sta anche nella sua capacità di reinventarsi. Finita l’epopea del “due con” più famoso del mondo, ha messo la sua sensibilità e la sua tecnica al servizio del Pararowing, arrivando a gareggiare e vincere fino alle Paralimpiadi di Rio 2016. Il fine settimana sul lago di Pusiano non è stato solo una competizione sportiva, ma l’ennesima pagina di un romanzo d’amore tra Peppiniello, il canottaggio e il Circolo Nautico Stabia. Castellammare di Stabia si conferma, ancora una volta, terra di giganti del remo. A 68 anni, Di Capua non si limita a ricordare il passato tra i cimeli e le foto in bianco e nero; preferisce indossare il body societario, salire in barca e gridare i tempi ai suoi compagni. Il tempo, per questo fine settimana, si è davvero fermato. E mentre le nuove generazioni di canottieri guardano a lui con reverenza, Peppiniello sorride, stringe i tiranti del timone e punta già alla prossima boa. La leggenda continua.