Torre Annunziata: permesso premio al minore autore del raid al Lido Azzurro
CRONACA
30 Giugno 2026

Torre Annunziata: permesso premio al minore autore del raid al Lido Azzurro

Il giovane è stato condannato in primo grado a cinque anni per il raid commesso il 19 luglio 2024
Antonio Di Martino

Il minorenne condannato in primo grado per il raid armato al Lido Azzurro ha ottenuto un permesso premio. Il giovane appartiene, per vincoli di sangue, ai vertici del clan Gionta. La misura rientra nel percorso previsto dall’ordinamento penitenziario minorile.

Difeso dagli avvocati Roberto Cuomo e Maria Palmieri, era stato condannato a cinque anni di reclusione. Il giudice aveva escluso l’accusa di tentata strage. Aveva invece confermato la responsabilità per gli altri reati contestati e l’aggravante del metodo mafioso.

Torre Annunziata, il raid al Lido Azzurro

La vicenda risale al 19 luglio 2024. Quel giorno lo stabilimento balneare Lido Azzurro di Torre Annunziata, affollato da famiglie e bagnanti, fu teatro di una sparatoria. L’episodio provocò il fuggi fuggi generale, senza causare feriti.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, accolta nella sentenza di primo grado, il raid sarebbe stato la conseguenza di un diverbio avvenuto poche ore prima tra alcuni giovani. Due persone, con il volto coperto e armate, avrebbero raggiunto il lido. Qui avrebbero esploso alcuni colpi d’arma da fuoco nei pressi del bar, seminando il panico tra le decine di presenti.

Le indagini e il permesso premio

Le indagini consentirono di risalire ai due presunti responsabili attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Determinanti furono anche l’individuazione dello scooter utilizzato durante l’azione e altri elementi ritenuti decisivi dagli investigatori, tra cui una calzatura ripresa dalle telecamere.

Salvatore D’Acunzo venne arrestato pochi giorni dopo i fatti. Il minorenne, indicato dagli inquirenti come legato da vincoli di parentela ai vertici del clan Gionta, fu invece arrestato nel novembre 2024. Entrambi sono stati successivamente giudicati con procedimenti distinti.

Il permesso premio rappresenta un istituto previsto dalla normativa penitenziaria. La misura viene concessa sulla base dei requisiti stabiliti dalla legge e delle valutazioni dell’autorità giudiziaria competente. Il provvedimento si inserisce nel percorso di esecuzione della pena del giovane. Costituisce uno degli strumenti previsti dall’ordinamento nell’ambito del trattamento rieducativo riservato ai detenuti minorenni.