Torre del Greco, il piano per «salvare» la movida: ronde private pagate con i soldi dei commercianti (e dei clienti)
Torre del Greco. Un servizio di vigilanza privata – finanziato attraverso una raccolta fondi promossa da commercianti e ristoratori – da affiancare alle forze dell’ordine per garantire una presenza costante sul territorio e «salvare» la movida dalla stretta su orari e chiusure decisa dal sindaco Luigi Mennella all’indomani della barbara rissa sfociata con 17 coltellate a un artigiano del corallo di 39 anni.
È la proposta emersa dall’incontro organizzato a palazzo Baronale tra amministrazione comunale, forze dell’ordine, Ascom e una delegazione di pubblici esercizi, chiamati a trovare un punto di equilibrio dopo le polemiche seguite all’ordinanza d chiusura anticipata di bar e locali.
Dal confronto sarebbe emersa la disponibilità dell’amministrazione comunale a rivedere le limitazioni – al momento, destinate a durare fino a ottobre – ma anche la presa d’atto di una realtà: la carenza di personale negli organici di polizia e carabinieri non consente di garantire un presidio costante delle pattuglie nelle ore notturne.
Da qui la proposta: quattro auto di vigilanza privata operative dalle 23 alle 3.30 in altrettante zone della città. Un servizio che sarebbe finanziato dai locali aderenti e che consentirebbe al Comune di concedere una deroga all’ordinanza, permettendo agli esercizi partecipanti di restare aperti fino alle 3 di notte. In sostanza, per prolungare l’orario di apertura gli esercenti dovrebbero contribuire economicamente al rafforzamento della sicurezza.
Una sorta di «ronde private» che – sebbene come supporto alle forze dell’ordine – trasferirebbero sul tessuto commerciale un costo tradizionalmente riconducibile alle funzioni dello Stato, con presumibili (e conseguenti) aumenti dei prezzi al consumo per i clienti dei locali. L’associazione commercianti sottolinea che – grazie all’elevato numero di attività interessate – la quota per ciascun esercizio potrebbe risultare contenuta.
Sono già in corso le richieste di preventivo e nei prossimi giorni saranno resi noti i costi del progetto.
L’associazione ha inoltre annunciato un adesivo “Sicurezza e Città” per gli esercizi aderenti e una campagna di crowdfunding aperta anche a cittadini, imprese e associazioni interessati a sostenere l’iniziativa.
La proposta rappresenta un cambio di paradigma nella gestione della sicurezza cittadina: l’estensione degli orari di apertura non sarebbe più legata esclusivamente alle valutazioni dell’autorità pubblica, ma anche alla disponibilità degli operatori economici di finanziare un presidio privato del territorio.
@riproduzione riservata

