Mafia, rapporto Eurispes: oltre 47mila beni confiscati, ma pochi destinati
BENI CONFISCATI
1 luglio 2026
BENI CONFISCATI

Mafia, rapporto Eurispes: oltre 47mila beni confiscati, ma pochi destinati

Il patrimonio sottratto alla criminalità vale tra 30 e 40 miliardi di euro. La principale criticità riguarda la gestione delle imprese
Angela Conte

Il sistema dei beni confiscati alla mafia comprende oltre 47mila immobili e aziende distribuiti sul territorio nazionale, ma soltanto il 52,2% ha completato l’iter di destinazione.

È quanto emerge dal rapporto di ricerca “Dal male al bene: come trasformare i beni sottratti alle mafie. Analisi, stime e prospettive”, realizzato dalla Fondazione Eurispes e presentato al Senato.

Numeri in crescita

Tra gennaio e luglio 2024 sono stati destinati a finalità pubbliche o sociali 3.446 beni, di cui 3.126 immobili e 320 aziende.

Tra il 2010 e il 2023 il numero complessivo dei beni destinati è cresciuto del 77,2%, arrivando a quota 24.789.

Secondo Eurispes, il tema dei beni confiscati non riguarda solo il contrasto alla criminalità organizzata, ma coinvolge direttamente economia, istituzioni e sviluppo dei territori.

Un patrimonio miliardario

Le mafie vengono descritte nel rapporto non soltanto come organizzazioni criminali, ma come soggetti capaci di operare nell’economia, accumulando ricchezza, alterando i mercati e condizionando interi territori.

La ricerca stima che il valore complessivo del patrimonio sequestrato e confiscato, considerando immobili, aziende, partecipazioni societarie, beni mobili e disponibilità finanziarie, sia compreso tra 30 e 40 miliardi di euro.La sola componente immobiliare avrebbe un valore stimato di circa 4,66 miliardi di euro.

La difficoltà delle aziende

La gestione delle aziende confiscate rappresenta la sfida più complessa per lo Stato. Il rapporto evidenzia come il sistema sia molto efficace nella fase di sequestro e confisca, ma meno nella trasformazione dei beni in valore economico e sociale.

Circa il 95% delle aziende confiscate viene avviato alla liquidazione, mentre solo una quota ridotta riesce a restare attiva nel mercato legale.Un fenomeno definito “shock di legalità”: imprese che prima beneficiavano di pratiche illegali spesso non riescono a sostenere i costi della gestione regolare.

La distribuzione sul territorio

I beni confiscati risultano concentrati soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole. Tra le regioni con il maggior numero di imprese confiscate spiccano:

  • Sicilia con circa 1.045 aziende
  • Campania con 571
  • Lazio con 533
  • Calabria con 417
  • Lombardia con 280Puglia con 211

La Sicilia presenta anche una particolare concentrazione di beni ancora da destinare, segnalando difficoltà operative nella restituzione tempestiva alla collettività.

La sfida della restituzione alla comunità

Il rapporto Eurispes sottolinea che il vero obiettivo non è soltanto sottrarre ricchezza alle mafie, ma riuscire a trasformarla in opportunità per cittadini e territori.

La valorizzazione dei beni confiscati diventa quindi uno strumento di contrasto economico alla criminalità organizzata e di rafforzamento della legalità.