Torre Annunziata: stop della Soprintendenza alla riqualificazione del porto
Frena la riqualificazione
2 luglio 2026
Frena la riqualificazione

Torre Annunziata: stop della Soprintendenza alla riqualificazione del porto

Parere negativo sul piano di riqualificazione da 34 milioni. Il Comune chiede integrazioni ai progettisti e rinvia la decisione finale.
Antonio Di Martino

Il rilancio del porto di Torre Annunziata si ferma davanti ai vincoli del paesaggio e dell’archeologia. La Soprintendenza ha espresso un parere negativo sul progetto da quasi 34 milioni di euro. Contesta la compatibilità delle opere con il piano paesaggistico e chiede approfondite indagini su un tratto di mare considerato ad alto rischio archeologico.

È la prima vera battuta d’arresto per un intervento atteso da decenni e ritenuto strategico per il futuro dello scalo oplontino. Dopo anni di annunci e fasi di stallo, il percorso autorizzativo entra in una fase delicata. Il Comune ha rinviato la conclusione della Conferenza dei servizi. Ai progettisti è stato chiesto di integrare gli elaborati e presentare controdeduzioni prima della decisione definitiva.

Torre Annunziata, il progetto e il parere della Soprintendenza

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica prevede il prolungamento del molo sopraflutto di 60 metri, una barriera soffolta contro l’insabbiamento, nuovi percorsi pedonali sul waterfront e interventi di riqualificazione dell’area portuale.

L’investimento, finanziato con fondi statali e regionali, punta a rilanciare un’infrastruttura considerata fondamentale per lo sviluppo economico e turistico della città. Il vero nodo è il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Secondo i tecnici del Ministero della Cultura, il progetto si porrebbe in contrasto con il Piano territoriale paesistico dei Comuni Vesuviani.

Le opere previste, dal prolungamento del molo alla barriera soffolta fino alle aree di cantiere, interesserebbero infatti zone sottoposte a tutela paesaggistica. Viene inoltre contestata l’assenza dello strumento attuativo di pianificazione delle aree portuali, ritenuto un passaggio preliminare indispensabile.

Non meno rilevanti i rilievi archeologici. La fascia costiera davanti al porto viene definita un’area a rischio archeologico molto alto. Secondo la Soprintendenza potrebbero essere presenti resti dell’antico porto romano, strutture sommerse, relitti e altri reperti. A sostegno di questa tesi vengono richiamati i numerosi ritrovamenti effettuati negli anni nelle aree limitrofe, tra cui ville romane e una tomba a camera.

Le richieste degli altri enti

La Soprintendenza giudica insufficiente il piano delle indagini. Chiede rilievi batimetrici ad alta risoluzione, verifiche geofisiche e ulteriori accertamenti sui fondali. Fino al completamento di queste attività, ritiene il procedimento non procedibile.

Diversa la posizione degli altri enti. L’Ufficio circondariale marittimo non esprime un diniego. Chiede invece di modificare la planimetria per garantire che il canale di ingresso al porto resti libero da ostacoli e sicuro per la navigazione.

Il Ministero dell’Ambiente, invece, ha dichiarato procedibile l’istanza di verifica di assoggettabilità. Ha però chiesto chiarimenti e correzioni sul quadro economico e sulla documentazione amministrativa.

Il progetto, quindi, non è stato accantonato. Il Comune ha assegnato venti giorni ai progettisti per presentare integrazioni e controdeduzioni. La nuova riunione della Conferenza dei servizi è fissata per il 27 luglio. Da quell’appuntamento dipenderà il futuro di un’opera che Torre Annunziata attende da decenni e che ora dovrà superare le criticità evidenziate per poter proseguire il suo iter autorizzativo.