San Giuseppe Vesuviano | Anziano e malato oncologico resta senza dispositivi salvavita: «Colpa dell’appalto scaduto»
LA STORIA
3 luglio 2026
LA STORIA

San Giuseppe Vesuviano | Anziano e malato oncologico resta senza dispositivi salvavita: «Colpa dell’appalto scaduto»

La storia contenuta in un esposto presentato dal figlio ai vertici di Asl e Regione Campania
Andrea Ripa

Operato per un tumore al retto, dimesso dall’ospedale con un’ileostomia e ora alle prese con un’emergenza che, secondo la famiglia, non dovrebbe nemmeno esistere. È la storia di un 79enne di San Giuseppe Vesuviano, al centro di una denuncia-diffida inviata all’Asl Napoli 3 Sud, ai Carabinieri del Nas e alla Regione Campania dopo la presunta mancata fornitura dei dispositivi medici indispensabili per la gestione della stomia.

A presentare l’esposto è stato il figlio dell’anziano, che agisce in qualità di delegato. Nella denuncia si parla apertamente del rischio di un’interruzione di un servizio pubblico essenziale e si chiede l’immediato intervento dell’azienda sanitaria per garantire la consegna dei presidi prescritti dai medici.Secondo quanto ricostruito nella diffida, il 79enne è stato sottoposto l’11 giugno scorso a un delicato intervento chirurgico di resezione del retto con confezionamento di ileostomia presso una clinica della provincia di Napoli, dalla quale è stato dimesso il 23 giugno. Due giorni dopo, lo specialista avrebbe aggiornato il piano terapeutico individuando una specifica tipologia di sacche e di altri dispositivi monouso ritenuti indispensabili per le caratteristiche dello stoma del paziente.

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La documentazione sarebbe stata immediatamente consegnata agli uffici del Distretto sanitario 52 dell’Asl Napoli 3 Sud. Da quel momento, però, sarebbe emerso il problema. Sempre secondo quanto riportato nell’esposto, il referente della ditta fornitrice avrebbe comunicato alla famiglia l’impossibilità di procedere con la normale consegna dei dispositivi perché la gara d’appalto sarebbe scaduta e l’azienda sanitaria non avrebbe ancora la copertura amministrativa necessaria per effettuare nuovi ordini. Una situazione che, stando al contenuto della denuncia, riguarderebbe l’intera Asl Napoli 3 Sud.

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Una spiegazione che la famiglia considera inaccettabile. Nella diffida si sottolinea come i presidi per stomia non rappresentino semplici materiali sanitari, ma dispositivi salvavita, la cui assenza potrebbe esporre un paziente oncologico appena operato a gravi complicanze, infezioni, lesioni cutanee e a un inevitabile peggioramento delle condizioni di vita e della dignità personale. Nel documento vengono inoltre ipotizzati possibili profili di rilevanza penale, con riferimento ai reati di omissione di atti d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, chiedendo ai Carabinieri del Nas di verificare eventuali responsabilità nella gestione della vicenda.

Contestualmente l’Asl viene diffidata ad attivare ogni procedura straordinaria utile – dall’acquisto urgente a eventuali proroghe tecniche – per garantire senza ulteriori ritardi la continuità assistenziale.

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Nell’esposto viene chiamata in causa anche la Regione Campania. Il delegato richiama infatti le recenti dichiarazioni del presidente della Regione sulla necessità che i vertici della sanità pubblica vengano valutati soprattutto per la tutela della salute dei cittadini e non esclusivamente per gli equilibri di bilancio, sostenendo che negare un dispositivo indispensabile a causa di una procedura amministrativa bloccata rappresenterebbe un esempio di cattiva gestione sanitaria.La famiglia ha annunciato che, qualora la situazione non venga risolta in tempi rapidi, si riserva di adire le vie legali sia in sede civile che penale per ottenere il risarcimento degli eventuali danni derivanti dal ritardo nella fornitura dei dispositivi medici. Al momento non risultano note repliche ufficiali dell’Asl Napoli 3 Sud sulla vicenda.