Sicurezza & movida a Torre del Greco: dietrofront sulle ronde private dopo le polemiche
Torre del Greco. Movida & sicurezza: la levata di scudi di Confesercenti «costringe» l’Ascom a correggere il tiro sulla proposta delle ronde private per blindare le notti all’ombra del Vesuvio e a provare a disinnescare le polemiche nate dalla proposta emersa al tavolo con amministrazione comunale e forze dell’ordine. «Nessun tentativo di sostituire lo Stato nella gestione dell’ordine pubblico», chiarisce l’associazione dei commercianti bensì «la ricerca di una soluzione complementare» a una difficoltà ritenuta oggettiva: l’impossibilità di garantire, con gli organici attualmente disponibili per carabinieri e polizia, un presidio aggiuntivo del territorio nelle ore notturne.
Lo scontro tra commercianti
Il dietrofront arriva dopo le dure contestazioni sollevate da Confesercenti, che aveva definito «paradossale e inaccettabile» l’ipotesi di fare ricadere sulle attività economiche (e a cascata, presumibilmente, sui clienti) costi e responsabilità riconducibili alle istituzioni. Contestazioni capaci di spingere l’Ascom a riformulare pubblicamente il senso dell’iniziativa.
Il dietrofront-lampo
Nella nota diffusa nelle ultime ore, l’associazione sottolinea come la sicurezza «resta una responsabilità delle istituzioni e delle forze dell’ordine» e come la proposta emersa durante il confronto con la squadra di governo cittadino e gli esponenti locali delle forze dell’ordine rappresentava esclusivamente un tentativo di offrire una risposta nell’immediato alle attività maggiormente penalizzate dall’ordinanza firmata dal sindaco Luigi Mennella dopo la violenta rissa culminata con il ferimento di un artigiano del corallo.
L’obiettivo – ribadisce l’Ascom – non era trasformare gli esercenti in finanziatori della sicurezza urbana, ma di creare le condizioni per consentire ai locali direttamente interessati dalle limitazioni di proseguire l’attività fino a tarda notte, garantendo al tempo stesso un contesto più controllato.
Anche sotto il profilo economico arriva una precisazione destinata a ridimensionare il dibattito delle ultime ore: l’eventuale contributo per il servizio di vigilanza avrebbe riguardato, in particolare, solo gli esercizi interessati dalla deroga agli orari e non indistintamente l’intera categoria.
Il messaggio «politico»
Ma il passaggio «politicamente» più significativo è un altro. L’Ascom prende atto che la proposta non ha raccolto il consenso della maggioranza dei commercianti: così, piuttosto che difendere a oltranza il progetto, l’associazione sceglie di rilanciare il confronto e invita i rappresentanti di categoria a costruire un’alternativa condivisa.
Sul tavolo vengono così indicate altre possibili strade: maggiore presenza delle forze dell’ordine, potenziamento della videosorveglianza, coinvolgimento della Prefettura e rafforzamento dei controlli sul territorio.
Soluzioni che – secondo l’associazione – potrebbero aumentare il livello di sicurezza senza imporre ulteriori oneri alle imprese.
Resta, tuttavia, un avvertimento che suona anche come un messaggio rivolto a chi ha bocciato il piano: «Limitarsi a respingere ogni proposta – osserva l’Ascom – rischia di lasciare immutata l’attuale ordinanza o addirittura di favorire l’adozione di misure ancora più restrittive qualora dovessero verificarsi nuovi episodi di violenza».
L’invito ai rappresentanti di categoria
Da qui l’invito a non fermarsi alle contrapposizioni ma a individuare rapidamente una soluzione praticabile. Il confronto, dunque, torna al punto di partenza.
Dopo l’idea delle quattro auto di vigilanza privata, il dibattito si sposta ora sulla ricerca di un equilibrio tra sicurezza, diritto al lavoro e vivibilità della città.
Con una certezza: il progetto che fino a pochi giorni fa sembrava rappresentare la possibile via d’uscita allo scontro sull’ordinanza, almeno nella sua formulazione originaria, appare ormai destinato a essere archiviato.
Al suo posto si apre una nuova fase di trattative, in cui commercianti, amministrazione comunale e istituzioni saranno chiamati a trovare una risposta condivisa a una questione che continua a dividere la città.
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