Castellammare. Riparte l'abbattimento dell'ex Hotel delle Terme
Questa mattina le ruspe sono tornate in azione nel comprensorio delle ex Terme Stabiesi. È ripresa ufficialmente la demolizione delle…
Addio a un pezzo di storia del Novecento stabiese, per fare spazio al futuro della sanità campana. Le ruspe sono tornate in azione nel comprensorio delle ex Terme Stabiesi sul colle del Solaro, segnando una svolta irreversibile: è stato infatti completato l’abbattimento dell’Hotel delle Terme.
La storia in 105 camere
Realizzato negli anni Sessanta e inaugurato all’inizio dei Settanta per sancire il boom turistico della città, l’albergo è stato per decenni la più grande struttura ricettiva dell’intera provincia a sud di Napoli. Un’opera mastodontica da 105 camere che ha ospitato la storia: dai vertici del Ministero della Difesa, che giungevano a Castellammare per i celebri trattamenti curativi, fino alla leggendaria nazionale di calcio olandese di Johan Cruijff negli anni Ottanta, in ritiro prima di un’amichevole con l’Italia.
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Questa mattina le ruspe sono tornate in azione nel comprensorio delle ex Terme Stabiesi. È ripresa ufficialmente la demolizione delle…
I paradossi gestionali e la svolta
Una struttura di lusso che ha vissuto anche forti paradossi gestionali: nel 2008 vennero spesi un milione di euro solo per il restauro della piscina, ma pochi mesi dopo, nel 2009, l’hotel dichiarò la chiusura definitiva, rimanendo sbarrato per quasi vent’anni. La svolta politica e urbanistica è giunta nel 2022, quando la Regione Campania ha acquisito l’intera area del Solaro (comprensiva di hotel e stabilimento delle Nuove Terme) per destinarla al nuovo ospedale cittadino. Un’opera pubblica monumentale dal valore complessivo di oltre 200 milioni di euro.
Le macerie saranno tolte entro fine mese
I lavori di demolizione dell’ex albergo, partiti a settembre dello scorso anno e poi congelati per complesse attività di bonifica ambientale, rilievi tecnici e monitoraggio delle polveri sottili a tutela della salute pubblica, sono ora completati. La gestione e il trasporto dei materiali di risulta si concluderanno entro la fine di luglio. La ripresa segue un cronoprogramma controllato e cadenzato: una scelta strategica mirata a ridurre al minimo l’impatto ecologico e acustico, tutelando così le attività ricettive e turistiche limitrofe nel pieno della stagione estiva.
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Il nuovo ospedale
Il futuro presidio sanitario sarà un centro all’avanguardia con circa 300 posti letto, standard elevatissimi di inserimento paesaggistico e un profilo totalmente green. Le procedure di appalto per l’edificazione partiranno nel 2027, con l’obiettivo di consegnare l’opera entro la fine del 2029. Nato in stretto raccordo con la Soprintendenza dell’Area Metropolitana di Napoli tramite un protocollo d’intesa, il progetto non cancellerà del tutto il passato: saranno infatti conservati e valorizzati gli immobili storici del complesso termale originariamente firmati dal celebre architetto Carlo Cocchia.
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Un’occasione per la Sanità
Si era detto soddisfatto, appena poche settimane fa, il governatore della Regione Campania, Roberto Fico: «La ripresa delle demolizioni segna una svolta concreta per il futuro della sanità di questo territorio. Questo presidio rappresenta un pilastro del macro-programma promosso dalla Giunta Regionale, impegnata in un imponente piano di riqualificazione dell’edilizia sanitaria che prevede la realizzazione di 10 nuovi ospedali su tutto il territorio». Un investimento globale da ben 4 miliardi di euro che punta a rivoluzionare il patrimonio ospedaliero campano, garantendo strutture moderne e il pieno diritto alla salute dei cittadini.