“Malavia” conquista il Festival: tutti i premi della sedicesima edizione
LA CERIMONIA FINALE
14 luglio 2026
LA CERIMONIA FINALE

“Malavia” conquista il Festival: tutti i premi della sedicesima edizione

Il film di Nunzia De Stefano si aggiudica il riconoscimento come Miglior Lungometraggio. Premiati anche cortometraggi, documentari e opere della sezione Focus Occhio al Sud, in una competizione internazionale che ha raccontato storie da tutto il mondo
Alessandra Boccia

È “Malavia” di Nunzia De Stefano il film vincitore della sedicesima edizione del Social World Film Festival. La pellicola ha conquistato il riconoscimento come Miglior Lungometraggio assegnato dalla Giuria Tecnica, confermando la vocazione della manifestazione diretta da Giuseppe Alessio Nuzzo a premiare opere capaci di raccontare la realtà attraverso uno sguardo umano e profondamente legato alle fragilità del presente.

La cerimonia conclusiva ha chiuso una settimana di proiezioni, incontri e confronti dedicati al cinema sociale, assegnando i riconoscimenti alle opere più apprezzate tra quelle selezionate nelle diverse sezioni competitive. Un palmarès internazionale che ha riunito film provenienti da differenti Paesi e che ha premiato storie accomunate dalla capacità di affrontare temi universali attraverso linguaggi cinematografici differenti.

Il premio più importante della serata è andato dunque a “Malavia”, opera di Nunzia De Stefano che si è distinta per la forza del racconto e per la capacità di portare sullo schermo una narrazione capace di unire dimensione personale e riflessione sociale. Un riconoscimento che sintetizza lo spirito del Social World Film Festival: valorizzare un cinema che non si limita a raccontare, ma che invita lo spettatore a interrogarsi sulla realtà.

Nella categoria dedicata ai cortometraggi, il premio come Miglior Cortometraggio è stato assegnato a “Laughing through the Dark” di Alex Yu, mentre nella Settimana del Documentario il riconoscimento come miglior film è andato a “Behind One Smile” di Ena-Sanan Hdagha, ulteriore conferma dell’attenzione del festival verso forme narrative capaci di esplorare il reale con sensibilità e profondità.

Per la sezione Focus Occhio al Sud, dedicata alle opere legate alle storie e alle identità del Mezzogiorno, il premio è stato assegnato a “Licia” di Gaia Marotta, un riconoscimento che valorizza un cinema capace di raccontare territori, memorie e percorsi individuali attraverso prospettive originali. Accanto ai premi assegnati dalla Giuria Tecnica, anche la Giuria Popolare ha espresso le proprie preferenze, premiando alcuni dei lavori più apprezzati dal pubblico.

Il riconoscimento per la Miglior Regia nella categoria lungometraggi è andato ad Anna Di Francisca per “La bolla delle acque matte”, mentre il premio per la Miglior Sceneggiatura è stato assegnato a Donghoon Yu per “Returning Winter”.

Sempre per il lungometraggio, il premio alla Miglior Interpretazione è stato conferito a Fausto Russo Alesi, protagonista de “La bolla delle acque matte”. Anche il concorso dedicato ai cortometraggi ha visto protagonisti diversi talenti. Il premio per la Miglior Regia è stato assegnato a Elisabetta Rocchetti per “Super Vito”, quello per la Miglior Sceneggiatura a Gianni Spezzano per “L’uomo di ghiaccio”, mentre il riconoscimento per la Miglior Interpretazione è andato a Filippo Timi per “Tempi supplementari”.

La serata finale ha visto inoltre la consegna di due riconoscimenti speciali a Eduardo Scarpetta e Peppe Iodice, accolti dal pubblico di Vico Equense in un appuntamento che ha unito cinema, spettacolo e riflessione sui temi sociali. Il palmarès della sedicesima edizione racconta così la varietà di un festival che continua a muoversi tra cinema d’autore, nuove generazioni di registi e storie provenienti da tutto il mondo.

Opere diverse per linguaggio e stile, ma unite dalla stessa capacità: utilizzare il cinema come strumento per raccontare l’essere umano e le sfide della società contemporanea.