Necropoli arcaica venuta in luce a Gragnano
La necropoli è stata individuata nel corso delle attività di archeologia preventiva connesse ai lavori di ampliamento dello stabilimento produttivo. Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli e sul campo da Geomed, hanno restituito un contesto di assoluta e straordinaria eccezionalità scientifica.
I ritrovamenti
“Oltre alle strategie di autorappresentazione sociale di un’élite di altissimo rango dell’Ager Stabianus, la scoperta si rivela unica per l’incredibile stato di conservazione del corredo interno di alcune casse funerarie in tufo. Questo ha permesso il recupero di materiali organici deperibili altrove perduti, come tessuti, oggetti in legno e cestini in fibre intrecciate, un unicum assoluto per questa fase cronologica. I sontuosi corredi funerari – impreziositi da scarabei egizi di Naukratis, ambre zoomorfe, argenti e bronzi etruschi – proiettano la comunità di Gragnano al centro delle rotte commerciali tra la Grecia, l’Egitto e il Mediterraneo orientale nella prima metà del VI secolo a.C” si legge nella nota.

I partecipanti
Alla conferenza stampa hanno partecipato Luigi La Rocca, Capo del dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, Teresa Elena Cinquantaquattro, Delegata del Direttore Generale ABAP del Ministero della Cultura Fabrizio Magani e Dirigente del Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico, oltre alla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi, e alla Funzionaria archeologa e responsabile scientifica delle indagini Francesca Mermati e il sindaco di Gragnano Nello D’Auria.

I risultati della scoperta
La presentazione è stata preceduta da una visita della delegazione scientifica ai reperti di maggiore pregio emersi nel corso delle attività di scavo, illustrati dalla Funzionaria Francesca Mermati. L’incontro ha offerto l’occasione per illustrare i risultati delle indagini appena concluse e gli sviluppi della ricerca, che stanno coinvolgendo un’équipe multidisciplinare impegnata nell’analisi archeologica, bioarcheologica e archeometrica dei contesti rinvenuti. Tra gli approfondimenti scientifici, rivestono particolare interesse le analisi condotte sui resti osteologici, finalizzate a ricostruire gli aspetti legati all’alimentazione, alla mobilità e alle condizioni di vita delle comunità del VI secolo a.C., contribuendo a delineare un quadro sempre più articolato della storia del territorio. «La scoperta della necropoli di via dei Pastai a Gragnano è il risultato di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato che dimostra come l’attività di tutela del patrimonio culturale, non solo non ostacola l’iniziativa privata ma, se supportata da una rigorosa ricerca scientifica, arricchisce di nuovi valori un territorio già ricco di storia e di cultura – dichiara il Capo Dipartimento Luigi La Rocca – In più i risultati degli scavi, forniscono nuove informazioni sullo sviluppo degli insediamenti tra la Penisola Sorrentina e la Valle del Sarno in epoca arcaica”.

Le dichiarazioni di Massimo Menna
Infine, l’ingegnere Menna, amministratore delegato della Garofalo, ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato attivamente al ritrovamento della necropoli. “È stato un privilegio immenso, oltre che un’emozione profonda, vedere questi giovani all’opera: la passione, la dedizione e il rispetto che hanno dimostrato sono la prova tangibile di cosa significhi amare profondamente il proprio lavoro.”
Si sta discutendo anche del destino di queste opere: la trattativa col museo di Quisisana è avviata.

