Torre Annunziata: il Pd fa mea culpa dopo lo scioglimento
L'autocritica del segretario
15 luglio 2026
L'autocritica del segretario

Torre Annunziata: il Pd fa mea culpa dopo lo scioglimento

Passeggia rivendica la linea critica del partito, difende la magistratura e apre al rinnovamento della guida del circolo.
Metropolis

«Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità». Dopo lo scioglimento del Comune, il Pd cambia tono. Arrivano il mea culpa, la difesa della magistratura e l’apertura di Ciro Passeggia a un possibile passo indietro.

È una relazione dai toni severi quella presentata al Comitato direttivo del 13 luglio. Il segretario cittadino individua nel rinnovamento l’unica strada possibile dopo il terzo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni criminali in poco più di trent’anni.

Il mea culpa del Pd e il giudizio sull’amministrazione

Il passaggio più significativo è il mea culpa rivolto all’intera comunità democratica.
«Come Pd dobbiamo assumerci, in quota parte, la paternità della qualità delle performance amministrative di questi anni, dei limiti e degli errori commessi. Le personalità che abbiamo impegnato e le alleanze che abbiamo realizzato riguardano invece direttamente la nostra organizzazione».

La presa di posizione accompagna il giudizio sull’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo. Nella relazione viene definita segnata da incapacità, debolezza e scarsa autorevolezza. Allo stesso tempo, il circolo rivendica la linea critica mantenuta nei confronti della maggioranza.

«La linea che abbiamo seguito è stata giusta, corretta e lungimirante», scrive Ciro Passeggia. Tra i più critici fin dall’inizio della sua segreteria, riconosce però che «un limite vi è stato» nella tempestività e nell’incisività delle denunce politiche.

La relazione affronta anche le tensioni interne che attraversano il partito dal congresso del dicembre 2024. Una frattura che si è progressivamente allargata fino all’autosospensione di 13 componenti del Direttivo su 24.

La difesa della magistratura e l’apertura al rinnovamento

Ampio spazio è dedicato alla difesa dell’operato della magistratura e degli organi dello Stato.
Passeggia definisce «un escamotage meschino» attribuire ad altri la responsabilità dello scioglimento. Liquida inoltre come «una barzelletta triste e forse pericolosa» l’idea che Procura, Dda, Prefettura, forze dell’ordine e dirigenti comunali abbiano agito contro l’amministrazione.

Ancora più duro il giudizio su chi ha contestato le indagini. «È stata più grave l’invocazione della piazza contro la magistratura o il fallito tentativo di chiedere addirittura azioni disciplinari contro chi indaga».

Sul piano politico arriva poi l’apertura destinata a segnare il dibattito interno.
«Se ci sarà un progetto che ha le caratteristiche che ho evidenziato sono pronto a dare il mio umile contributo; anche nel caso sia necessario affidare il circolo ad una guida diversa».

Una disponibilità confermata davanti al segretario metropolitano Francesco Dinacci, che ha rilanciato la necessità di una rifondazione politica. «Occorre il massimo impegno civico per ricostruire un’idea alta di impegno politico, eticamente orientata. Lo scioglimento di Torre Annunziata non può essere derubricato a un passaggio ordinario della città. Serve invece una rivoluzione culturale contro la criminalità organizzata e il Pd deve aprirsi alle energie migliori con spirito inclusivo e un messaggio netto di cambiamento».