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Dopo una battaglia giudiziaria durata quasi vent’anni, questa mattina sono iniziate a Sorrento le operazioni di demolizione di un manufatto abusivo adibito ad abitazione in via Santa Lucia, al civico 27. L’intervento è stato eseguito in attuazione di un ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, relativo a una sentenza di condanna del 2007 divenuta definitiva nel dicembre dello stesso anno. L’immobile, di proprietà dei coniugi Michelangelo Scannapieco e Maria Elefante, era stato realizzato senza titolo edilizio e nel corso degli anni era stato oggetto di diversi provvedimenti comunali di demolizione, mai completamente eseguiti.
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La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha inserito l’intervento nell’ambito dell’attività di contrasto all’abusivismo edilizio, indicata come una delle priorità dell’azione dell’ufficio giudiziario. Il manufatto interessato dalle ruspe è il corpo principale dell’abitazione, una struttura di circa 105 metri quadrati, con un volume complessivo di circa 400 metri cubi, realizzata su un unico livello fuori terra con struttura in muratura e copertura in legno e pannelli coibentati. Nell’area erano presenti anche ulteriori opere accessorie, tra cui pavimentazioni esterne e altri manufatti, alcuni dei quali erano già stati rimossi in precedenza.
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La vicenda si trascinava da anni. Nel 2013 la Procura aveva emesso l’ingiunzione a demolire, notificata agli interessati nel 2014, senza che fosse dato seguito al provvedimento. Nel 2024 era stata concessa la possibilità di procedere con un’autodemolizione, ma l’intervento era stato realizzato soltanto in parte: erano stati eliminati una legnaia, un piccolo manufatto in muratura, una pavimentazione esterna e una tettoia, mentre era rimasta in piedi la struttura abitativa principale, oggi oggetto della demolizione. Anche il tentativo di ottenere una regolarizzazione dell’immobile non ha avuto esito positivo.
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Il Comune di Sorrento aveva respinto l’istanza di accertamento di conformità presentata dai proprietari, decisione successivamente impugnata davanti al Tar Campania, che ha respinto il ricorso confermando la legittimità del provvedimento. L’area interessata dall’intervento ricade in una zona particolarmente tutelata: classificata dal Piano urbanistico comunale come area agricolo-ambientale, sottoposta ai vincoli del Piano territoriale paesistico, a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 42/2004 e a vincolo sismico. Le operazioni di demolizione sono state coordinate dal Commissariato di pubblica sicurezza di Sorrento, con il supporto della Compagnia dei carabinieri, della Polizia municipale e dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Napoli. L’intervento segna così la conclusione di un lungo iter amministrativo e giudiziario e rappresenta, secondo la Procura, un ulteriore passo nell’azione di tutela del territorio e di contrasto alle trasformazioni edilizie realizzate in violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche.