Ercolano, Garzia (finalmente) rompe gli indugi: nasce la giunta del dopo-scandalo
Il sindaco Antonietta Garzia
POLITICA
18 luglio 2026
POLITICA

Ercolano, Garzia (finalmente) rompe gli indugi: nasce la giunta del dopo-scandalo

Dopo il terremoto politico in casa Pd per il caso del video, il primo cittadino vara l'esecutivo a cinquanta giorni dal voto. Nominato anche un «pool della legalità» con Ruotolo, Siani, Borrelli e Daniele
Alberto Dortucci

Ercolano. Una giunta che ridimensiona il peso politico del Pd e un pool della legalità composto da figure-simbolo dell’antimafia istituzionale. A 50 giorni dalle elezioni, il sindaco Antonietta Garzia rompe finalmente gli indugi e vara l’esecutivo di corso Resina, chiudendo una delle «gestazioni» più complicate degli ultimi anni, resa ulteriormente tormentata dalla festa in pizzeria con esponenti del clan che ha travolto i vertici dem del territorio e portato al commissariamento del circolo.

Il pool della legalità

Il messaggio è evidente. Da una parte il primo cittadino tiene per sé le deleghe più delicate – a partire da urbanistica e beni confiscati, fino  al contrasto alla criminalità organizzata e alla camorra – dall’altra costruisce attorno alla fascia tricolore una sorta di cabina di regia sulla legalità con quattro «santoni» del centrosinistra: l’ex questore Antonio Borrelli, l’ex sindaco Nino Daniele, l’europarlamentare Sandro Ruotolo – già «fatale» a Castellammare all’ormai ex sindaco Luigi Vicinanza – e l’ex deputato Paolo Siani. Il pool affiancherà l’amministrazione comunale nelle politiche di prevenzione delle infiltrazioni criminali e della devianza giovanile. Una scelta imposta dai veleni che hanno investito il primo partito della maggioranza, a partire dall’ex segretario cittadino Antonello Cozzolino – in lizza per una poltrona da assessore fino alla diffusione del video della festa con uomini del clan – e dai consiglieri comunali Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio.

Il Pd all’angolo

Il prezzo più alto della crisi lo paga – in termini politici – proprio il Pd. Nonostante il risultato plebiscitario delle elezioni di maggio – nove eletti, risultato record – il partito ottiene solo due posti in giunta. Un ridimensionamento evidente rispetto ai numeri espressi dalle urne, diretta conseguenza diretta delle tensioni esplose negli ultimi giorni. A rappresentare i dem saranno Valentino Antonetti – dirigente in pensione del Ministero dell’Interno con un lungo curriculum da commissario prefettizio, cui viene affidato il delicatissimo assessorato al bilancio – e Pasquale Vitiello, il pluri-consigliere comunale chiamato a seguire viabilità e mare.

Il «tappeto» all’ex sindaco

Se il Pd arretra, gli alleati crescono. Casa Riformista – il movimento di riferimento dell’ex sindaco Ciro Buonajuto, oggi consigliere regionale – ottiene come da previsioni la poltrona da vicesindaco con Maria Grazia Prillo, a cui vengono affidate anche pari opportunità e politiche giovanili. Insieme al «volto noto» tra i corridoi del municipio di corso Resina, nominata in giunta anche l’avvocato Luisa Liguoro – già presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati a Torre Annunziata – delegata alla cultura e al turismo. La seconda «riformista» dell’esecutivo arriva da Torre del Greco, dove a maggio del 2023 aveva tentato senza successo la corsa al consiglio comunale con una lista civica, ma rappresenta uno dei nomi più vicini all’ex sindaco Ciro Buonajuto, che continua così a mantenere una significativa influenza negli equilibri della nuova amministrazione.

L’impegno con il M5S

Tra le nomine spicca anche quella di Loredana Gargiulo. Il M5S, reduce da un risultato elettorale decisamente al di sotto delle aspettative, ottiene comunque un assessorato con la propria coordinatrice cittadina. Una scelta letta negli ambienti politici come il rispetto dell’impegno assunto durante la campagna elettorale nei confronti dei pentastellati nonché come un «biglietto da visita» per avviare un proficuo dialogo con il governatore pentastellato Roberto Fico. Ignorato, invece, l’appello della lista civica PER Ercolano che – pure avendo un solo consigliere comunale, esattamente come il M5S – sognava un posto al sole della giunta. Completano l’esecutivo Aniello Terracciano – espressione della lista Avanti – al welfare e Nunzio Spina, indicato da Progetto Civico Ercolano, cui viene affidata la sicurezza.

Discontinuità? No, grazie

Proprio alcune scelte, tuttavia, sembrano attenuare il cambio di passo invocato dopo i veleni e le polemiche. Se nelle scorse ore proprio la lista civica PER Ercolano aveva chiesto al sindaco una giunta di «altissimo profilo» e una netta discontinuità rispetto alle tradizionali logiche politiche, nell’esecutivo trovano invece spazio figure che da decenni rappresentano punti di riferimento della politica cittadina: Maria Grazia Prillo e Nunzio Spina sono degli habitué del Comune, con una lunga esperienza nelle dinamiche di governo locale. Anche Aniello Iacomino, pur restando consigliere comunale, viene confermato con la delega allo sport – proprio mentre l’Ercolanese Calcio rischia la definitiva scomparsa – in continuità con il precedente mandato.

Il capo di gabinetto

Tra le assenze pesa soprattutto quella di Luigi Luciani, considerato uno dei collaboratori più fidati del sindaco e collega di studio professionale. La sua esclusione dall’esecutivo rafforza le indiscrezioni che lo indicano come possibile futuro capo di gabinetto, incarico che dovrà essere assegnato attraverso un bando pubblico.

Sindaco fanalino di coda

La nascita della giunta chiude anche una curiosa partita tutta politica nell’area vesuviana. Antonietta Garzia è infatti stato l’ultimo sindaco del Miglio d’Oro a ufficializzare il proprio esecutivo, arrivando a cinquanta giorni dalle elezioni, dopo Michele Carbone a San Giorgio a Cremano e Claudio Teodonno a Portici. Nella lettura complessiva delle nomine emerge il tentativo di tenere insieme esigenze diverse: rassicurare l’opinione pubblica sul fronte della legalità dopo il terremoto politico che ha investito il Pd, preservare gli equilibri della coalizione premiando gli alleati e mantenere un filo di continuità con la stagione amministrativa appena conclusa. Un equilibrio delicato che, almeno nelle intenzioni del sindaco, dovrà consentire all’amministrazione comunale di lasciarsi alle spalle la prima vera crisi politica ancora prima dell’insediamento dell’esecutivo.

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