Morti due cani del Faito, insorgono gli animalisti
I CONTROLLI
19 luglio 2026
I CONTROLLI

Morti due cani del Faito, insorgono gli animalisti

I due esemplari deceduti nel canile dove erano tenuti
Marco Cirillo

Una vicenda dolorosa che accende i riflettori sulla tutela degli animali in Campania. È una denuncia pesante e intrisa di dolore quella lanciata da Tiziana Adolescente, storica volontaria che dal 2018 si prende cura delle anime a quattro zampe del Monte Faito. Al centro della bufera c’è la morte di Maya e Bianchina, due splendidi cani Maremmani appartenuti a Michele, l’ex pastore del Faito scomparso nell’aprile del 2025. I due animali erano stati catturati e trasferiti presso una la struttura di Boscotrecase. La notizia del decesso è stata appresa lo scorso 16 luglio direttamente dal gestore del canile. Una doccia fredda che ha scatenato la rabbia della volontaria, la quale da mesi lanciava gridi d’allarme rimasti, a suo dire, del tutto inascoltati.

Le tappe del dramma.

Secondo la ricostruzione della volontaria animalista, lo stato di salute dei cani era visibilmente peggiorato a causa della privazione della libertà. Eppure, non più tardi del 13 luglio, dal gestore del canile sarebbero arrivate rassicurazioni sul fatto che gli animali stessero «benissimo». La realtà si è rivelata purtroppo diversa: Maya, 5 anni, descritta come un animale docile e sottomesso, sarebbe deceduta il 24 giugno, secondo la volontaria «morta di dispiacere». Bianchina, fiero spirito indomito di 10 anni, si è spenta invece il 15 luglio. L’attivista punta il dito:«Da mesi chiedo lo sblocco dei passaggi di proprietà di tutti i cani di Michele. Ho presentato da tempo l’esaustiva certificazione di consenso al trasferimento alla mia persona firmata dai legittimi eredi. I Maremmani avevano già il microchip ed erano sterilizzati».

Un tentativo di sbloccare la situazione era avvenuto anche di persona lo scorso 31 maggio, in occasione della competizione sportiva Faito X-Trail. In quell’occasione la volontaria aveva mostrato le foto della sofferenza dei cani in gabbia, lamentando il silenzio. L’eco mediatica sollevata dai video di denuncia pubblicati sui social aveva spinto le istituzioni a compiere un blitz ispettivo d’urgenza nel canile di Boscotrecase il 16 luglio, per «fare immediata chiarezza e contrastare la disinformazione sul web».

Il timore, adesso, è che il dramma possa ripetersi.

La volontaria ha infatti lanciato un ultimo disperato appello per gli altri cani del Faito rimasti nella struttura e in particolare per “Paparella”, per la quale – denuncia la donna – senza un intervento tempestivo si rischia «un’altra morte annunciata». La tensione resta altissima e la comunità del Faito chiede ora risposte chiare sulla gestione e sul destino di questi storici custodi della montagna.