Precariato alla ricerca oncologica, protesta davanti al “Pascale”
Sit-in di protesta promosso dalla FP CGIL Campania davanti all’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli. Al centro della mobilitazione, la denuncia della grave condizione di precarietà che colpisce tra ricercatori e borsisti impegnati per la ricerca oncologica.
I numeri della crisi
Secondo i dati diffusi dal sindacato, la situazione è a dir poco critica, tra ricercatori e collaboratori, sono 44i lavoratori precari. I loro contratti, legati ai fondi PNRR e PNC, sono vicini alla linea del traguardo.
Nell’agosto 2026 ci sarà la scadenza dei primi sei contratti per poi proseguire con ulteriori scadenze nell’autunno/inverno 2026.
Il momento più critico di avrà a febbraio 2027 con ben 24 contratti in scadenza. Entro il 2030 si avrà la scadenza delle restanti otto posizioni.
A questi si aggiungono almeno 50 borsisti, inseriti da anni nei laboratori senza alcuna forma di riconoscimento contrattuale stabile.
L’allarme
Il grido d’allarme arriva direttamente da Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità Pubblica per la FP CGIL.
«È una corsa contro il tempo quella che stiamo facendo per questi lavoratori che hanno deciso di dedicare la propria vita professionale alla ricerca contro il cancro. È inaccettabile che le istituzioni restino sorde a questo grido d’aiuto. La ricerca scientifica e sanitaria sono fondamentali per il nostro Paese e la classe politica non può usarla solo come spot».
Le richieste
La FP CGIL Campania ha già annunciato che la mobilitazione non si fermerà qui.
Verranno infatti reiterate le richieste di un intervento urgente da parte della Regione Campania e del Ministero della Salute.
L’obiettivo sindacale è ottenere la proroga dei contratti in imminente scadenza e l’avvio di un percorso concreto per la stabilizzazione definitiva di tutto il personale precario.

