Il ras del clan Mallardo torna in cella: i giudici temono la fuga
La Corte d’Appello di Napoli ha disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere per Francesco Napolitano, 69 anni, ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia il presunto capo del clan Mallardo.
L’uomo si trovava a Minturno, in provincia di Latina, sottoposto al divieto di dimora in Campania, misura che è stata revocata nei giorni scorsi.
Gli incontri ripresi dalle telecamere
Secondo quanto emerso dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza installati nell’abitazione che lo ospitava, Napolitano avrebbe incontrato pregiudicati ritenuti appartenenti allo stesso sodalizio criminale.
Tra questi figurerebbe anche un uomo considerato vicino al 69enne e già latitante in passato, appartenente al clan Mallardo, organizzazione ritenuta parte dell’Alleanza di Secondigliano, insieme ai clan Licciardi e Contini.
Il timore di una fuga
Per i giudici, questi incontri avrebbero fatto emergere un concreto pericolo di fuga, facendo ipotizzare che il presunto boss potesse organizzare la propria irreperibilità in vista della prossima udienza davanti alla Corte di Cassazione.
Proprio questa valutazione ha portato al ritorno in carcere del 69enne.
La vicenda giudiziaria
Francesco Napolitano, difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Antonio Russo, è stato condannato all’ergastolo perché ritenuto il mandante dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, avvenuto a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996.
Nel giugno 2024, tuttavia, era stato rimesso in libertà per decorrenza dei termini, dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna all’ergastolo. Il giorno successivo era stato disposto nei suoi confronti il divieto di dimora in Campania.
L’udienza di settembre
La prossima tappa della vicenda giudiziaria è fissata per il 17 settembre, quando la Corte di Cassazione discuterà il ricorso presentato dalla difesa contro la condanna all’ergastolo di Francesco Napolitano e Michele Olimpio.

