Boscoreale | Truffa un’anziana per rubare soldi e preziosi: arrestato un 21enne
L'INCHIESTA
21 luglio 2026
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Boscoreale | Truffa un’anziana per rubare soldi e preziosi: arrestato un 21enne

L'indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Decisive le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte dopo il raggiro ai danni di una pensionata.
Michele De Feo

Una telefonata studiata nei minimi dettagli, la voce di un presunto familiare in difficoltà, la richiesta urgente di denaro e, infine, l’arrivo alla porta di casa di un giovane incaricato di ritirare il contante. È lo schema, ormai tristemente noto, della cosiddetta “truffa del finto nipote”, che questa volta avrebbe colpito un’anziana residente a Boscoreale lo scorso 27 gennaio. Per quei fatti, nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Boscoreale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un ventunenne italiano, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.Il giovane è gravemente indiziato del reato di truffa aggravata. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nel corso delle indagini preliminari, coordinate dalla Procura, avrebbe agito in concorso con altri complici che, allo stato, non sono stati ancora identificati.

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In poco più di una settimana aveva truffato due anziane, facendosi consegnare soldi in contanti e oggetti in oro, per…

L’episodio si sarebbe sviluppato seguendo un copione ormai ricorrente. La vittima avrebbe ricevuto una telefonata da un uomo che si sarebbe spacciato per il nipote. Durante la conversazione, l’interlocutore avrebbe fatto credere all’anziana che fosse necessario reperire con urgenza una somma di denaro per conto del figlio della donna. Il denaro, secondo la versione fornita al telefono, sarebbe servito a saldare un debito nei confronti di un amico che di lì a poco si sarebbe presentato direttamente presso l’abitazione.Pochi minuti dopo, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ventunenne si sarebbe presentato alla porta della pensionata per ritirare il denaro.

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I fatti risalgono allo scorso gennaio, quando le vittime, tra Massa Lubrense, Torre del Greco e Vico Equense, erano state…

Convinta della veridicità della storia e temendo conseguenze per il figlio, la donna avrebbe consegnato mille euro in contanti. Ma la truffa non si sarebbe fermata lì. Il giovane, approfittando dello stato di forte agitazione e dell’età avanzata della vittima, sarebbe riuscito a convincerla a consegnare anche oro e gioielli custoditi nell’abitazione, aumentando sensibilmente il valore del bottino.Le indagini avviate immediatamente dopo la denuncia hanno consentito ai militari dell’Arma di ricostruire i movimenti del presunto autore materiale della truffa. Fondamentale è stata l’acquisizione delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze dell’abitazione della donna.

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I filmati sono stati analizzati e incrociati con le informazioni raccolte dai testimoni e con la descrizione fisica fornita dalla persona offesa.Secondo gli investigatori, proprio questi elementi hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del ventunenne, ritenuto il soggetto che si sarebbe presentato a casa dell’anziana per ritirare il denaro e i preziosi.Sulla base delle risultanze investigative, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato accompagnato presso la propria abitazione, a Napoli, dove sconterà la misura con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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L’inchiesta prosegue per identificare gli eventuali complici che avrebbero preso parte all’organizzazione della truffa, in particolare coloro che avrebbero contattato telefonicamente la vittima inducendola in errore. Le truffe agli anziani continuano a rappresentare un fenomeno particolarmente insidioso, facendo leva sulla vulnerabilità delle vittime e sui legami familiari per ottenere denaro e beni preziosi in pochi minuti.Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, il destinatario della misura cautelare può proporre impugnazione davanti al Tribunale del Riesame e, in applicazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, dovrà essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.