Napoli, striscione dei disoccupati su Palazzo Reale: «Fate presto»
LA PROTESTA
21 luglio 2026
LA PROTESTA

Napoli, striscione dei disoccupati su Palazzo Reale: «Fate presto»

Protesta dei tirocinanti dopo il blocco dei corsi. Chiesta una soluzione immediata per tutti
Rita Inflorato

Nuova protesta a Napoli da parte dei disoccupati della platea dei 1.200 tirocinanti, il cui accesso ai corsi è stato sospeso poche ore prima dell’avvio previsto il primo luglio. Un gruppo di manifestanti ha esposto uno striscione con la scritta «Fate presto» sulla facciata laterale di Palazzo Reale per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

La richiesta di una soluzione

Alla mobilitazione hanno preso parte gli aderenti al Movimento 7 Novembre e al Cantiere Scampia 167. Negli ultimi giorni i manifestanti hanno organizzato diverse iniziative di protesta. Tra cui blocchi stradali e presìdi in luoghi simbolici della città.

Uno dei partecipanti ha spiegato: «Anche oggi, nonostante il caldo torrido, siamo in piazza per chiedere a chi ne ha la responsabilità di trovare subito una soluzione per tutti i tirocinanti che hanno già firmato i contratti, effettuato le visite mediche e seguito i corsi sulla sicurezza».

«In gioco il futuro di centinaia di famiglie»

I manifestanti hanno sottolineato il significato dello slogan esposto sul Palazzo Reale. «Fate presto è il nostro grido di allarme, lo stesso che si levò dalle zone colpite dal sisma del 1980. Anche oggi è in gioco il futuro di centinaia di famiglie», hanno dichiarato. I disoccupati hanno ribadito la loro posizione: «Non saremo noi lavoratori a pagare le colpe di chi ci amministra e nessuno ci costringerà a una guerra tra poveri».

La vicenda resta al centro dell’attenzione in attesa di una risposta da parte delle istituzioni. I tirocinanti chiedono che venga trovata una soluzione rapida. Questo per consentire l’avvio del percorso già programmato e garantire un’opportunità di lavoro a tutte le persone coinvolte. Il dialogo tra istituzioni e cittadini resta la strada più efficace per affrontare situazioni di forte disagio sociale. Trovare soluzioni condivise può contribuire a dare risposte concrete alle famiglie in difficoltà.