Galaxy Unpacked 2026, presentati tre smartphone pieghevoli e due smartwatch
LONDRA – Galaxy Unpacked 2026 segna una svolta importante nella storia recente di Samsung. Non soltanto perché, per la prima volta, la famiglia dei pieghevoli accoglie contemporaneamente due modelli Fold profondamente diversi, ma perché l’intero evento è stato costruito attorno a un’idea precisa: lo smartphone non basta più a definire l’esperienza mobile.
Il nuovo ecosistema Galaxy prende forma tra display flessibili, sensori biometrici, software capace di interpretare il contesto e servizi che seguono l’utente da un dispositivo all’altro. Il telefono resta il centro operativo, ma non è più l’unico punto di accesso. L’orologio raccoglie segnali corporei durante il giorno e la notte, lo smartphone li organizza e l’intelligenza artificiale prova a trasformarli in indicazioni comprensibili. Così, un’informazione apparsa in una conversazione può diventare un appuntamento, una ricerca o una prenotazione senza costringere l’utente a ricostruire manualmente il percorso tra applicazioni diverse.
Samsung ha presentato a Londra cinque nuovi prodotti: Galaxy Z Fold8 Ultra, Galaxy Z Fold8, Galaxy Z Flip8, Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9. Presi singolarmente raccontano l’evoluzione di categorie già note. Osservati insieme mostrano una strategia più ambiziosa, fondata sulla differenziazione dei formati e su una Galaxy AI sempre meno confinata alla generazione di testi o alla modifica delle fotografie.
L’hardware rimane decisivo, soprattutto quando si parla di pieghevoli. Peso, spessore, autonomia, robustezza della cerniera e visibilità della piega continuano a determinare la qualità dell’esperienza molto più di qualsiasi dimostrazione software. Eppure il messaggio emerso dall’evento è differente rispetto alle prime generazioni Galaxy Z perchè Samsung non deve più spiegare perché uno smartphone dovrebbe piegarsi. Ora deve mostrare quale pieghevole sia adatto a ciascun utente e perché valga la pena pagare prezzi che restano nettamente superiori a quelli degli smartphone tradizionali.
LA NUOVA STRATEGIA DI SAMSUNG
La novità più significativa di Galaxy Unpacked 2026 non corrisponde a una fotocamera, un processore o una funzione di Galaxy AI. È la trasformazione della serie Z in una vera gamma.
Per anni la proposta Samsung è stata relativamente semplice: Fold per chi cercava produttività e grande schermo, Flip per chi privilegiava compattezza e design. L’arrivo di Galaxy Z Fold8 Ultra e del nuovo Galaxy Z Fold8 rompe questo equilibrio. Il primo conserva lo sviluppo verticale del Fold tradizionale e lo porta nel territorio Ultra, con fotocamere, autonomia e prestazioni da vertice. Il secondo cambia proporzioni, diventa più corto e largo e adotta una configurazione vicina a quella di un passaporto, privilegiando lettura, video, navigazione e utilizzo quotidiano.
Non si tratta, quindi, di un Fold principale affiancato da una variante economica. I due modelli costano entrambi molto e sono separati da appena 200 euro nelle configurazioni di ingresso italiane. Samsung sta segmentando il mercato in base all’esperienza d’uso, non soltanto alla capacità di spesa.
È una scelta che rivela la maturazione della categoria. Nelle prime fasi di una tecnologia, il produttore tende a concentrare tutti gli sforzi su un solo formato, chiamato a dimostrare la validità dell’intero concetto. Quando il mercato comincia a stabilizzarsi, emergono modelli destinati a pubblici differenti. Galaxy Z Fold8 Ultra cerca di sostituire smartphone, piccolo tablet e parte delle funzioni di un computer portatile. Fold8 punta a essere un dispositivo più maneggevole e adatto ai contenuti. Flip8 trasforma il display esterno in un’interfaccia rapida per applicazioni e assistenza intelligente.
La Galaxy AI attraversa ciascuna di queste esperienze, adattandosi allo spazio disponibile. Sugli schermi ampi dei Fold può affiancare conversazioni, documenti e risultati. Sul Flip deve riuscire a essere utile senza obbligare ad aprire il telefono. Sugli smartwatch ha un compito ancora diverso: interpretare serie di dati biometrici che, presentate senza mediazione, avrebbero poco significato per la maggior parte degli utenti.
Il passaggio verso un’intelligenza artificiale più “agentica” è il secondo pilastro della strategia. Samsung vuole superare il modello in cui l’utente pone una domanda e riceve una risposta. Il sistema deve riconoscere il contesto, proporre il passo successivo e, quando autorizzato, eseguire azioni tra applicazioni differenti. È una direzione potenzialmente più utile, ma anche più delicata. Più l’assistente conosce abitudini, appuntamenti, posizione, conversazioni e parametri corporei, più diventano centrali trasparenza, possibilità di controllo e sicurezza dei dati.
Per questo One UI 9 introduce strumenti che consentono di verificare le attività svolte dagli assistenti e di intervenire sulle relative autorizzazioni. Knox, Personal Data Engine, elaborazione sul dispositivo e ambienti crittografati per le singole applicazioni costituiscono la parte meno spettacolare della presentazione, ma probabilmente la più importante per stabilire se l’AI proattiva possa essere accettata nell’uso quotidiano.
Galaxy Z Fold8 Ultra è il dispositivo con cui Samsung porta definitivamente il marchio Ultra nel settore dei pieghevoli. Non è una semplice evoluzione numerica del modello precedente, diventa il terminale destinato a chi vuole concentrare lavoro, produzione di contenuti e intrattenimento in un solo apparecchio, accettando un prezzo di ingresso di 2.299 euro.
Il display interno Dynamic AMOLED 2X raggiunge gli 8 pollici, mentre quello esterno misura 6,5 pollici e mantiene proporzioni più vicine a quelle di uno smartphone convenzionale. È un’impostazione meno radicale rispetto al nuovo Fold8, ma probabilmente più rassicurante per chi ha già utilizzato un dispositivo della serie. Da chiuso, il telefono può essere impiegato senza modificare troppo le proprie abitudini; una volta aperto, mette a disposizione una superficie sufficiente per lavorare con più applicazioni, esaminare documenti, modificare immagini o affiancare una conversazione AI ai contenuti di partenza.
La riduzione dello spessore resta uno dei risultati ingegneristici più rilevanti. Aperto misura 4,1 millimetri e pesa 215 grammi, valori che ridimensionano uno dei limiti storici dei pieghevoli a libro. Il Fold non diventa improvvisamente invisibile in tasca, ma smette di trasmettere la sensazione di portare con sé due smartphone sovrapposti. La tecnologia Flex Titanium interviene sulla struttura del pannello attraverso una pellicola in lega e una piastra rinforzata in titanio, con l’obiettivo di aumentare la rigidità, contenere lo spessore e rendere meno evidente la piega centrale.
Samsung ha lavorato anche sul bilanciamento tra cerniera, tensione del display e forza magnetica. Sono dettagli difficili da valutare durante una presentazione e richiederanno prove prolungate, perché la qualità di un pieghevole emerge dopo centinaia di aperture. La direzione è comunque chiara, la cerniera non deve più essere percepita come un elemento meccanico da maneggiare con cautela, ma come parte naturale del gesto quotidiano.
Il comparto fotografico costituisce la principale distanza rispetto al Fold8. La fotocamera grandangolare da 200 megapixel è affiancata da un’ultra-grandangolare da 50 megapixel, utilizzabile anche per le riprese ravvicinate, e da un teleobiettivo da 10 megapixel con zoom ottico 3x. È una configurazione che avvicina il pieghevole alla serie Galaxy S Ultra e riduce il compromesso tradizionalmente richiesto a chi sceglieva il formato Fold.
Samsung insiste anche sulla produzione video, con registrazione 8K, codec APV e Cine LUT per applicare una resa cromatica più controllata. La presenza di un grande display interno offre un vantaggio concreto durante la selezione e il montaggio delle clip, soprattutto quando il software sfrutta la modalità divisa per mantenere anteprima e strumenti di modifica contemporaneamente visibili. Resta da capire quanta parte di un flusso professionale possa davvero essere trasferita su uno smartphone e quanto, invece, queste funzioni si rivolgano ai creator che producono contenuti destinati principalmente alle piattaforme social.
Il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, la batteria da 5.000 mAh e una struttura di dissipazione in grafite più ampia sono pensati per sostenere multitasking, elaborazione delle immagini e funzioni AI senza un eccessivo calo delle prestazioni. La ricarica cablata arriva a 45 watt e quella wireless a 20 watt.

Il Galaxy Z Fold8 privo del suffisso Ultra è, paradossalmente, il modello più sperimentale della nuova gamma. Non prova a offrire meno dello stesso prodotto. Cambia il prodotto.
Da chiuso misura poco meno di 12,4 centimetri in altezza e presenta un display esterno da 5,5 pollici in formato 10:16. È molto più corto e largo rispetto ai Fold tradizionali. Una volta aperto, lo schermo da 7,6 pollici adotta proporzioni 4:3, particolarmente adatte alla lettura, alle pagine web, ai fumetti, ai documenti e alla visualizzazione di contenuti affiancati.
L’idea di Samsung è ridurre la distanza tra i due stati del dispositivo. Lo schermo esterno serve per risposte rapide, messaggi, mappe e contenuti verticali; quello interno deve offrire un vantaggio immediato appena il telefono viene aperto. Ruotandolo, le proporzioni diventano più adatte a filmati e giochi. Il risultato è un apparecchio che ricorda un piccolo taccuino digitale più che uno smartphone allungato capace di trasformarsi in tablet.
Con 201 grammi di peso, Fold8 è più leggero di molti smartphone premium tradizionali. Aperto misura 4,5 millimetri, mentre la batteria raggiunge i 4.800 mAh. Il processore è lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy utilizzato dal modello Ultra, così come la ricarica cablata da 45 watt e quella wireless da 20 watt. La distinzione non passa quindi da un’evidente riduzione della potenza.
Il compromesso principale riguarda le fotocamere. Sono presenti due sensori posteriori da 50 megapixel, uno grandangolare e uno ultra-grandangolare, ma manca un teleobiettivo dedicato. La funzione Doppia registrazione consente di riprendere contemporaneamente le due direzioni della scena, sfruttando il display esterno per controllare l’inquadratura, mentre My FanCam segue il soggetto e adatta automaticamente il formato del video. Sono strumenti coerenti con un dispositivo orientato ai contenuti, ma non sostituiscono la versatilità ottica dell’Ultra.
Anche Fold8 utilizza la struttura Flex Titanium e un pannello capace di raggiungere 3.000 nit di luminosità di picco. La piega centrale dovrebbe risultare meno percepibile, mentre la nuova geometria può distribuire diversamente le sollecitazioni durante l’apertura. La certificazione IP48 offre protezione dall’acqua e da particelle solide di dimensioni superiori a un millimetro, ma ricorda che la piena resistenza alla polvere resta uno dei traguardi ancora non raggiunti dai pieghevoli.
Il pubblico di riferimento è meno immediato da definire rispetto a quello del Fold8 Ultra. Il nuovo formato può interessare chi legge molto, guarda video e desidera un grande schermo senza portare con sé un dispositivo particolarmente alto. Potrebbe convincere anche utenti che hanno sempre considerato scomodo il Fold tradizionale da chiuso.
La forma larga e corta dividerà però le opinioni. Offre maggiore superficie orizzontale, ma modifica l’ergonomia durante le chiamate, la digitazione con una mano e l’utilizzo in tasche strette.
Il prezzo italiano parte da 2.099 euro, soltanto 200 euro meno dell’Ultra. Fold8 non è quindi il modello accessibile della serie. È un’alternativa progettuale. Chi attribuisce priorità alle fotocamere, alla batteria più capiente e al display da 8 pollici troverà probabilmente più convincente l’Ultra; chi considera fondamentali peso ridotto e proporzioni compatte potrebbe preferire il Fold8 anche senza un risparmio sostanziale.

Galaxy Z Flip8 rappresenta il lato più immediato e riconoscibile della strategia Samsung. Il formato a conchiglia conserva una funzione che nessun altro miglioramento può sostituire: ridurre fisicamente le dimensioni dello smartphone quando non viene utilizzato.
La nuova generazione pesa 180 grammi e misura 6,1 millimetri da aperta. Il display interno Dynamic AMOLED 2X è da 6,9 pollici, mentre la FlexWindow esterna raggiunge i 4,1 pollici e supporta frequenze di aggiornamento fino a 120 Hz. Più che aumentare semplicemente la superficie, Samsung vuole trasformare questo schermo in un’interfaccia autonoma, capace di mostrare applicazioni, informazioni contestuali e azioni suggerite dall’intelligenza artificiale.
Now Brief organizza aggiornamenti e indicazioni in base al momento della giornata. Gemini Intelligence può essere richiamata dalla FlexWindow attraverso il tasto laterale o mediante comandi vocali. Lo scopo è ridurre il numero di volte in cui il telefono deve essere aperto per controllare un’informazione, avviare una ricerca o completare un’operazione semplice.
È un’evoluzione coerente con il formato Flip. Se lo schermo esterno si limitasse a notifiche e widget, la presenza dell’AI avrebbe un valore marginale. Diventa più interessante quando riesce a comprendere una richiesta e a coinvolgere più servizi senza trasferire l’utente sul pannello principale. Il successo dipenderà dalla quantità di applicazioni realmente utilizzabili, dalla velocità dell’interazione e dalla capacità di evitare suggerimenti invadenti.
Il comparto fotografico conserva una fotocamera principale da 50 megapixel, affiancata da un’ultra-grandangolare da 12 megapixel. Il formato pieghevole permette di utilizzare il sensore principale per i selfie, controllando l’immagine sulla FlexWindow. Modalità Flex, Camcorder Grip e Zoom Rocker sfruttano la cerniera e la posizione semiaperta per rendere più stabile la registrazione. L’opzione Blocco orizzontale prova a mantenere l’inquadratura allineata anche durante le riprese in movimento.
Samsung continua così a distinguere il Flip non attraverso la quantità di obiettivi, ma attraverso il modo in cui vengono utilizzati. Il telefono può restare appoggiato senza treppiede, essere impugnato come una piccola videocamera oppure mostrare al soggetto l’anteprima dello scatto. Sono vantaggi semplici da comprendere e difficili da replicare su uno smartphone rigido.
La piattaforma hardware cambia rispetto ai due Fold. Galaxy Z Flip8 utilizza il processore Exynos 2600, 12 GB di RAM e una batteria da 4.300 mAh. La ricarica cablata resta a 25 watt, quella wireless a 15 watt. L’autonomia sarà uno degli aspetti da verificare con maggiore attenzione. La capacità è adeguata alle dimensioni del dispositivo, ma la FlexWindow più evoluta e le funzioni AI potrebbero aumentare il tempo trascorso con lo schermo esterno attivo.
A 1.379 euro nella versione da 256 GB, Flip8 non può più essere considerato la porta economica dei pieghevoli Samsung. Mantiene una distanza significativa dai Fold, ma entra in diretta concorrenza con smartphone tradizionali dotati di comparti fotografici più completi e batterie più grandi. Il suo valore dipende quindi dal formato. Chi non considera essenziale la possibilità di piegarlo troverà alternative più razionali; chi apprezza compattezza, selfie con la fotocamera principale e interazioni rapide dalla cover avrà davanti la versione più matura di quella filosofia.

Galaxy Watch Ultra2 occupa l’estremo sportivo della nuova gamma wearable. La cassa in titanio da 47 millimetri, le certificazioni 10 ATM, IP69K, MIL-STD-810H ed EN13319 e il GPS a doppia frequenza lo collocano nel segmento degli smartwatch destinati ad attività outdoor, allenamenti prolungati e condizioni più difficili rispetto all’uso quotidiano.
Samsung non ha stravolto l’identità estetica del primo Ultra. Ha lavorato soprattutto sui punti che determinano l’effettiva utilizzabilità di un dispositivo così grande, ovvero batteria, spessore, leggibilità e precisione del rilevamento.
La batteria raggiunge gli 800 mAh, con una capacità superiore del 35 per cento rispetto alla generazione precedente. Allo stesso tempo, la riprogettazione interna ha permesso di ridurre lo spessore del 12 per cento, portandolo a 10,7 millimetri. Il peso della cassa resta di 61,5 grammi, ma cinturini più sottili e morbidi dovrebbero migliorare la distribuzione sul polso.
Il display Super AMOLED da 1,52 pollici può raggiungere 5.000 nit di luminosità di picco. È un dato pensato soprattutto per l’uso all’aperto, dove mappe, parametri di corsa e indicazioni devono restare leggibili sotto il sole. La piattaforma Snapdragon Wear Elite, realizzata a 3 nanometri, sostituisce la precedente soluzione Exynos e promette maggiore efficienza, reattività e precisione del GPS. La memoria interna sale a 64 GB.
Le funzioni sportive mostrano il tentativo di avvicinarsi a marchi specializzati. Trail running considera dislivello, progressione della salita e caratteristiche del terreno. Avviso alimentazione stima la perdita di liquidi in relazione al peso corporeo e suggerisce quando idratarsi, completando il calcolo della sudorazione già presente nella piattaforma Samsung Health.
La compatibilità con le immersioni costituisce la novità più distintiva. L’orologio può rilevare automaticamente ingresso in acqua, profondità, durata e temperatura. Un’applicazione sviluppata con Mares, prevista entro la fine dell’anno, aggiungerà informazioni sulla velocità di discesa e risalita e sui limiti di sicurezza. Solo l’esperienza sul campo potrà stabilire se Ultra2 possa diventare uno strumento credibile per i subacquei o se resterà soprattutto un dispositivo multisport con funzioni dedicate alle immersioni.
Sul fronte della salute, Ultra2 condivide con Watch9 il sensore BioActive e le nuove elaborazioni basate sull’intelligenza artificiale. Il punto non è accumulare un numero maggiore di grafici, ma individuare variazioni rispetto alla condizione abituale dell’utente. Parametri vitali costruisce una base personale attraverso i dati notturni, Punteggio benessere cardiaco sintetizza alcune indicazioni cardiovascolari e Carico cardiaco giornaliero mette in relazione attività e recupero.
Questi strumenti restano destinati al benessere e non sostituiscono una valutazione medica. La distinzione è particolarmente importante quando entrano in gioco apnea notturna, frequenza cardiaca e avvisi relativi a possibili anomalie. Il valore dello smartwatch risiede nella capacità di evidenziare tendenze e favorire maggiore consapevolezza, non nel formulare diagnosi.
Galaxy Watch Ultra2 costa 749 euro ed è disponibile soltanto nella versione LTE da 47 millimetri. È un prezzo che lo mette in competizione con dispositivi sportivi consolidati. La batteria più grande e le funzioni per trail e immersioni rafforzano la proposta, ma la credibilità nel settore outdoor dipenderà dall’affidabilità delle misurazioni, dalla qualità delle mappe e dall’autonomia reale con GPS attivo.

Galaxy Watch9 svolge un ruolo differente. Non deve accompagnare spedizioni o immersioni, ma essere abbastanza leggero da rimanere al polso durante una giornata di lavoro, un allenamento e il sonno. È il modello destinato a trasformare la salute connessa in un’abitudine ordinaria.
La cassa in alluminio mantiene la silhouette “cushion” introdotta nella famiglia Watch, con lo schermo circolare inserito in un corpo dalle linee arrotondate. Le dimensioni disponibili sono 40 o 44 millimetri. Entrambe misurano 8,6 millimetri di spessore, con pesi rispettivamente di 31,5 e 34 grammi.
Samsung ha modificato l’architettura interna e il sistema dei cinturini per avvicinare maggiormente il sensore al polso e rendere più naturale l’utilizzo notturno.
Il modello da 40 millimetri integra una batteria da 390 mAh, quello da 44 millimetri sale a 445 mAh. Non sono capacità rivoluzionarie, ma rappresentano un miglioramento accompagnato dall’efficienza della piattaforma Snapdragon Wear Elite. Il display protetto da vetro zaffiro raggiunge 3.000 nit, mentre memoria e archiviazione sono pari a 2 e 32 GB.
La vera evoluzione riguarda il modo in cui Samsung presenta i dati. Parametri vitali confronta le rilevazioni notturne con il livello abituale dell’utente e segnala scostamenti significativi. Il Punteggio benessere cardiaco cerca di sintetizzare diversi indicatori in una misura più facile da interpretare. Il Carico cardiaco giornaliero stima l’impatto dell’attività e i tempi di recupero, mentre l’Indice di fitness offre una rappresentazione della condizione fisica e degli obiettivi su cui lavorare.
La funzione dedicata all’udito rileva l’esposizione a livelli di rumore potenzialmente dannosi e produce report nel tempo. Il monitoraggio dell’apnea notturna sfrutta algoritmi specifici e autorizzazioni sanitarie ottenute in alcuni mercati, ma richiede dispositivi compatibili e resta uno strumento di rilevazione dei possibili segnali, non una procedura diagnostica.
I prezzi italiani partono da 409 euro per Watch9 Bluetooth da 40 millimetri. La versione LTE costa 459 euro. Il modello da 44 millimetri viene proposto a 439 euro con connettività Bluetooth e a 489 euro con LTE.
La collocazione resta premium, soprattutto considerando che alcune funzioni avanzate raggiungeranno anche dispositivi Samsung precedenti attraverso gli aggiornamenti software. Il vantaggio della nuova generazione dovrà quindi emergere dall’insieme di autonomia, comodità e precisione.

Galaxy AI non è più presentata come un gruppo di strumenti separati. Con One UI 9 diventa uno strato operativo che osserva il contesto, collega applicazioni e tenta di anticipare il passaggio successivo.
Now Brief raccoglie informazioni personalizzate e le organizza in schede legate alla giornata. Now Nudge interviene quando una conversazione comincia a trasformarsi in un programma concreto, e può suggerire di controllare il calendario, cercare un luogo o salvare una posizione. Gemini Intelligence utilizza testo, immagini e contenuto dello schermo per eseguire operazioni tra più di quaranta applicazioni e servizi compatibili.
Sul grande display dei Fold, questa impostazione trova lo spazio più naturale. Una conversazione può restare visibile accanto a una mappa, un documento o una pagina web. Immagini e file possono essere trascinati nella modalità Split View e riuniti in Gemini Notebook, dove diventano materiale per riepiloghi, documenti, resoconti di riunioni, sintesi visive o contenuti audio. Il vantaggio concreto non consiste nel ricevere una risposta più elaborata, ma nel ridurre la distanza tra informazione e azione. Trovare un ristorante, verificare la disponibilità, salvare il luogo e riprendere una prenotazione sono attività che normalmente richiedono passaggi tra motore di ricerca, mappe, browser e calendario. L’assistente prova a gestire questo percorso mantenendo il contesto.
Sul Flip l’intelligenza artificiale deve essere più sintetica. Lo spazio ridotto della FlexWindow impone di mostrare soltanto ciò che serve in quel momento. L’utilità dipenderà dalla capacità di proporre poche informazioni pertinenti, senza trasformare il display esterno in una sequenza di notifiche difficili da ignorare.
Sugli smartwatch Galaxy AI assume una forma ancora diversa. Non genera contenuti, ma interpreta dati. Una frequenza cardiaca isolata dice poco; la stessa misura confrontata con settimane di sonno, attività e recupero può evidenziare una variazione. Samsung vuole passare dal monitoraggio passivo alla guida proattiva, suggerendo quando rallentare, recuperare o prestare attenzione a uno scostamento.
Questa evoluzione amplia anche la quantità e la sensibilità delle informazioni trattate. La nuova dashboard Attività di Assistente AI permette di vedere quali automazioni siano state eseguite. Gli Enhanced Privacy Alerts segnalano richieste anomale di autorizzazioni in background. Personal Data Engine consente una parte della personalizzazione direttamente sul dispositivo, mentre Knox Vault e gli ambienti crittografati separati proteggono le informazioni più sensibili.
La qualità dell’esperienza non dipenderà soltanto dalla potenza dei modelli. Serviranno affidabilità, chiarezza e possibilità di annullare facilmente un’azione. Un assistente che prenota, modifica appuntamenti o utilizza dati sanitari deve essere più controllabile di un sistema che si limita a suggerire una frase. Samsung sembra consapevole del problema; l’efficacia delle nuove protezioni emergerà però soltanto nell’uso reale.
UN ECOSISTEMA SEMPRE PIÙ INTEGRATO
Galaxy Unpacked 2026 ha raccontato di un’azienda che non vuole vendere cinque dispositivi isolati, ma costruire una continuità di esperienza.
Il nuovo menu Garanzia e assistenza consente di consultare copertura, diagnostica e richieste di riparazione direttamente dalle impostazioni. Samsung Care+ viene gestito all’interno dello stesso ambiente. È un modo per estendere l’ecosistema oltre l’utilizzo del prodotto e includere acquisto, protezione e supporto.
La prova di sei mesi di Google AI Pro, con 5 TB di spazio cloud, mostra quanto il valore dei nuovi dispositivi dipenda ormai da servizi esterni e abbonamenti.
Smart Switch è stato aggiornato per facilitare il passaggio da iPhone tramite codice QR, trasferendo in modalità wireless account, impostazioni di accessibilità, eSIM, password e passkey. Quick Share estende la condivisione bidirezionale ai dispositivi Apple compatibili con AirDrop.
PREZZI E DISPONIBILITÀ
La nuova serie Galaxy Z è disponibile in preordine dal 22 luglio, con commercializzazione generale dal 7 agosto.
Galaxy Z Fold8 Ultra parte da 2.299 euro nella configurazione con 12 GB di RAM e 256 GB di memoria. La versione da 512 GB costa 2.499 euro, mentre il modello con 16 GB di RAM e 1 TB raggiunge 2.899 euro.
Galaxy Z Fold8 viene proposto a 2.099 euro con 12 GB di RAM e 256 GB di archiviazione. Il taglio da 512 GB costa 2.299 euro; la variante da 16 GB e 1 TB arriva a 2.699 euro.
Galaxy Z Flip8 costa 1.379 euro nella versione da 256 GB e 1.579 euro in quella da 512 GB. Tutte le configurazioni dispongono di 12 GB di RAM.
Anche Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9 possono essere prenotati dal 22 luglio e saranno disponibili dal 7 agosto.
Watch Ultra2 da 47 millimetri LTE costa 749 euro. Watch9 parte da 409 euro per il modello Bluetooth da 40 millimetri e raggiunge 489 euro nella versione LTE da 44 millimetri.
Gennaro Annunziata

