Record gasolio: tutte le risposte ai perché della corsa folle dei prezzi
Una nuova e violenta ondata di rincari sta travolgendo benzina e diesel, rimettendo a dura prova i bilanci degli automobilisti italiani in coincidenza con i periodi di grande mobilità. «Oggi il gasolio ha superato i 2,2 euro, 2,213, un prezzo che non solo non si è mai registrato da quando c’è stato l’attacco in Iran il 28 febbraio, ma che non si è mai avuto dall’inizio delle serie storiche dei prezzi medi giornalieri comunicate dal Mimit, iniziate il 1° agosto 2023», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
«A questo punto chiediamo al Governo che, come Ponzio Pilato, se ne sta lavando le mani, non ripristinando lo sconto sulle accise: se non ora quando?» si domanda Dona. «Un taglio che dovrebbe essere di almeno 30 cent, 36,6 cent con l’Iva al 22%, così che il gasolio possa tornare a valori analoghi ai livelli pre-crisi, attestandosi a 1,847 euro, appena qualche cent in più del prezzo del 27 febbraio 2026. In subordine, visto che il Governo il 19 marzo ha tagliato di 20 cent le accise, quando il prezzo del 18 marzo era 2,169 euro, 4,4 cent in meno al litro rispetto a oggi, arrivi almeno allo sconto fatto da Draghi: 25 cent, 30,5 con Iva al 22».
Ma facciamo chiarezza con una guida completa sotto forma di domande e risposte.
1. A che punto siamo oggi con i prezzi alla pompa?
La situazione vede una forte impennata dei listini, trainata dal rialzo delle quotazioni internazionali del greggio (con il Brent attorno ai 90-92 dollari al barile) e dalle tensioni geopolitiche internazionali. Diesel: Superata la soglia critica dei 2,10 € al litro in modalità self-service (con punte verso i 2,20 € in autostrada). Benzina: Viaggia stabilmente intorno a 1,94 – 1,95 € al litro sul self ordinario, superando i 2,03 € sulle tratte autostradali.
2. Fino a dove potrebbe salire il costo nei prossimi mesi?
Le previsioni a breve termine dipendono strettamente dal mercato petrolifero e dalle tensioni nell’area mediorientale. Se il Brent dovesse concretamente puntare verso quota 100 dollari al barile, i riflessi sui listini italiani potrebbero spingere il gasolio stabilmente sopra i 2,15 – 2,20 € sulla rete ordinaria e la benzina a consolidare il superamento dei 2 € anche al di fuori delle autostrade, salvo interventi fiscali calmieranti del Governo.
3. Quanto pesa la componente speculativa sui rincari?
Il fenomeno speculativo si divide in due ambiti distinti. Da un lato c’è la speculazione finanziaria internazionale sui contratti future legata alle tensioni geopolitiche; dall’altro la distorsione di filiera a livello nazionale, nota come “effetto piuma e piombo”. Quest’ultima indica la tendenza dei listini a schizzare immediatamente verso l’alto quando il greggio sale, impiegando invece settimane a scendere quando il petrolio cala. In fasi critiche, le associazioni dei consumatori denunciano rincari preventivi ingiustificati quantificabili in diversi centesimi al litro.
4. Qual è l’impatto economico diretto e indiretto sulle famiglie?
L’aggravio stimato per i soli rifornimenti diretti oscilla tra i 250 e i 283 euro all’anno a famiglia. A questo si aggiunge un pesante effetto a catena sui beni di prima necessità trasportati su gomma, che genera un ulteriore rincaro stimato in circa 138 euro annui. Complessivamente, la spesa extra per gli italiani nei periodi di esodo si traduce in miliardi di euro sottratti all’economia reale e convogliati, in gran parte sotto forma di imposte, nelle casse statali.
5. Come sono cambiati i prezzi nel decennio 2016-2026?
Analizzando l’evoluzione negli ultimi dieci anni, il gasolio ha registrato l’incremento più pesante in assoluto, con una crescita stimata attorno al +75,5% rispetto ai minimi storici del 2016 (quando il petrolio crollò sotto i 40 dollari). La benzina ha segnato un aumento più contenuto ma comunque rilevante, pari a circa il +38%, confermando un innalzamento strutturale dei plateau di prezzo.
6. Quali accise pesano storicamente sul prezzo in Italia?
Attualmente l’accisa fissa è di 0,7284 € al litro per la benzina e 0,6174 € al litro per il diesel. All’interno di queste somme pesano ancora oggi i lasciti di emergenze storiche: dalla crisi di Suez del 1956 al disastro del Vajont, dai vari terremoti (Belice, Irpinia) fino ai finanziamenti per missioni internazionali e interventi di protezione civile. Sommando accise e IVA al 22% (applicata persino sulle accise stesse, configurando una “tassa sulla tassa”), la fiscalità complessiva arriva a incidere per circa il 55-60% del prezzo finale pagato alla pompa.

