Torre del Greco, l’oro facile dei gettoni: «Sistema inefficiente, solo soldi per la casta»
GLI SPRECHI DELLA CASTA
24 luglio 2026
GLI SPRECHI DELLA CASTA

Torre del Greco, l’oro facile dei gettoni: «Sistema inefficiente, solo soldi per la casta»

Il nuovo affondo del segretario generale sulle commissioni. Nel mirino Frulio e i presidenti: «Restano gravi anomalie»
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Un ennesimo allarme sprechi scuote la casta di palazzo Baronale alla vigilia delle (ricche) ferie d’agosto.

In attesa dell’ultima seduta del consiglio comunale fissata per il prossimo 30 luglio – all’ordine del giorno l’aumento di circa il 14% della tassa dei rifiuti – il segretario generale dell’ente di largo Plebiscito punta nuovamente l’indice contro il «cattivo funzionamento» delle cinque commissioni consiliari.

In una nota firmata a inizio settimana, Domenico Gelormini – responsabile della trasparenza e dell’anti-corruzione – parla apertamente di un «sistema inefficiente» capace di produrre costi elevatissimi a fronte di risultati sostanzialmente irrilevanti.

La nota al vetriolo

Il documento – indirizzato al presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio e ai presidenti delle cinque commissioni consiliari: Felice Gaglione, Salvatore Romano, Iolanda Mennella, Valentina Ascione e Luigi Mele – rappresenta l’ennesimo richiamo ufficiale in meno di tre anni di mandato.

E il tono utilizzato dal segretario generale lascia poco spazio alle interpretazioni: le anomalie già segnalate in passato non sono state rimosse, mentre il meccanismo delle convocazioni – studiato praticamente a tavolino, secondo il massimo funzionario di palazzo Baronale – continua a generare assenze dal posto di lavoro per i consiglieri comunali dipendenti di aziende private, con conseguenti rimborsi a carico delle casse dell’ente di largo Plebiscito.

Le sedute deserte

Nel mirino di Domenico Gelormini ci sono – come già accaduto in passato – in primis le sedute deserte in prima convocazione, le riunioni convocate senza un reale approfondimento amministrativo e la pratica consolidata delle «presenze di facciata», ovvero limitate alla registrazione del gettone senza un effettivo contributo ai «lavori politici».

Un meccanismo che – secondo il segretario generale – ha trasformato le commissioni consiliari da luoghi di studio e controllo dell’attività politico-amministrativa in un passaggio burocratico utile solo a giustificare l’assenza dal lavoro e a incrementare i costi della casta.

Le responsabilità

Il passaggio più pesante della nota riguarda la responsabilità politica e organizzativa del vertice dell’assise comunale.

Il segretario generale richiama, infatti, il presidente del consiglio Gaetano Frulio e i cinque presidenti delle commissioni consiliari ai rispettivi doveri di vigilanza e coordinamento, ricordando come spetti a loro garantire il corretto funzionamento degli organismi consiliari, la regolarità delle convocazioni e l’effettiva utilità delle sedute.

Un richiamo che risuona come una bocciatura dell’attuale gestione degli organismi politici e che rischia di aprire nuove tensioni all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Luigi Mennella.

Gli allarmi ignorati

D’altronde, non è la prima volta che il segretario generale – evidentemente consapevole dei potenziali risvolti del sistema, come insegna il «caso» di Torre Annunziata – lancia l’allarme-sprechi all’ombra del Vesuvio.

Già a febbraio Domenico Gelormini aveva denunciato il «trucchetto delle deleghe» messo in atto dai consiglieri comunali per accumulare presenze e gettoni attraverso sostituzioni e rappresentanze utilizzate in modo strumentale.

In quella occasione, Domenico Gelormini aveva evidenziato come delegante e delegato risultassero talvolta presenti nello stesso giorno a palazzo Baronale, rendendo evidente la finalità economica della pratica.

Costi da mezzo milione

Sempre a febbraio, Metropolis Quotidiano aveva rilevato il peso economico del sistema. Solo per i gettoni di presenza delle commissioni consiliari e lo stipendio fisso da 3.700 euro lordi al mese riconosciuto al capo dell’assise Gaetano Frulio, il Comune spende in media circa 33.700 euro al mese, con picchi superiori ai 35.700 euro e una proiezione annua vicina ai 400.000 euro.

A questi numeri vanno aggiunti i rimborsi riconosciuti ai datori di lavoro dei politici assenti dal posto di lavoro per partecipare alle sedute delle commissioni.

Il bonus Frulio

Il nodo resta il cosiddetto «bonus-Frulio» introdotto nel 2019 per consentire ai consiglieri comunali di cumulare fino a cinque gettoni nella stessa giornata per un importo complessivo di circa 160 euro al giorno.

Una scelta regolamentare che – secondo il segretario generale – ha finito per incentivare la moltiplicazione delle convocazioni e delle presenze formali senza benefici concreti per l’attività amministrativa.

L’ennesima nota viene letta negli ambienti comunali come un ultimo tentativo di imporre una correzione di rotta prima che la vicenda possa attirare nuovamente l’attenzione della magistratura contabile o della procura di Torre Annunziata.

Il segretario generale – senza formulare accuse di natura penale – insiste da mesi sulla necessità di eliminare le «distorsioni» delle commissioni consiliari.

Fino a oggi senza portare a casa risultati di sorta.

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