Borrelli torna a Marina di Vico: «È nato un movimento per liberare le spiagge»
LA CROCIATA PER IL MARE
26 luglio 2026
LA CROCIATA PER IL MARE

Borrelli torna a Marina di Vico: «È nato un movimento per liberare le spiagge»

Dopo il blitz della scorsa settimana e il dibattito sull'accesso al mare, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra rilancia la sua battaglia.
Marco Cirillo

Il dibattito sulla libera fruizione del mare, acceso dal blitz della scorsa settimana a Marina di Vico e dalle polemiche che ne sono seguite, continua ad animare il confronto pubblico. E Francesco Emilio Borrelli non arretra di un passo. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra da tempo porta avanti una crociata per restituire le spiagge ai cittadini. Tra sopralluoghi, denunce e centinaia di segnalazioni provenienti da tutta la Campania.

La crociata
Dopo essere stato ieri sui lidi di Pozzano, a Castellammare di Stabia, questa mattina Borrelli è tornato a Marina di Vico, nel Comune di Vico Equense. Insieme al rappresentante territoriale di Europa Verde, Rosario Lotito. Un nuovo sopralluogo. Nell’ambito della campagna contro l’abusivismo balneare e l’occupazione illegale del demanio pubblico lungo le coste campane. Al termine della visita a Vico, il deputato è tornato anche a Castellammare di Stabia. Confermando la volontà di mantenere alta l’attenzione su tutto il litorale.

L’incontro col sindaco Aiello
Nel corso della mattinata, il deputato ha inoltre incontrato direttamente sulla spiaggia il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, per un sopralluogo congiunto. L’incontro, avvenuto in riva al mare, è stato l’occasione per un confronto e un chiarimento sulla gestione degli arenili. E sulle questioni che avevano alimentato il dibattito nei giorni scorsi in merito alla fruizione del demanio marittimo.

Le segnalazioni dei cittadini
«Nelle ultime 36 ore ho ricevuto centinaia di segnalazioni da cittadini esasperati che mi scrivono da ogni angolo della Campania. Per denunciare stabilimenti abusivi, occupazioni illegittime di arenile e tratti di costa sottratti alla libera fruizione. – dichiara Borrelli – Non è più una battaglia solitaria. E’ nato un vero e proprio movimento di liberazione delle nostre spiagge. Fatto di persone comuni che non ne possono più di vedere il litorale trasformato in un business privato a spese della collettività», afferma il deputato.

Il dibattito sulla libera fruizione del mare
Il ritorno a Vico Equense arriva a pochi giorni dalla prima iniziativa. Che aveva innescato un acceso confronto sul tema dell’accessibilità delle spiagge. E della tutela del demanio marittimo. Un dibattito che ha riportato al centro dell’attenzione il diritto dei cittadini alla libera fruizione del mare.

L’appello ai controlli e la promessa di andare avanti
«Gli organi preposti al controllo del demanio marittimo, Capitaneria di Porto in primis, devono intensificare la vigilanza. E intervenire con maggiore tempestività. – sottolinea il deputato – Se le segnalazioni dei cittadini arrivano con questa frequenza, vuol dire che qualcosa nel sistema dei controlli non sta funzionando come dovrebbe». Borrelli annuncia che continuerà a raccogliere le denunce dei cittadini. E a trasmetterle alle autorità competenti. Oltre a proseguire con sopralluoghi diretti sul territorio. «Andrò avanti finché ogni metro di spiaggia illegittimamente sottratto ai cittadini non tornerà a essere pubblico e accessibile a tutti. Il mare è di tutti. – ha concluso – Non è proprietà di chi se lo appropria illegalmente . Ignorando le regole e i diritti della collettività».

L’aggressione a Torre del Greco
Intanto, nelle stesse ore, Borrelli ha rilanciato sui propri canali social quanto denunciato da due attivisti. Che hanno raccontato di essere stati aggrediti durante un’azione di segnalazione a Torre del Greco. Nel post si legge: «Aggrediti dai balneari. Oggi a Torre del Greco siamo stati aggrediti da balneari e persone legate allo stabilimento in cui siamo andati a segnalare irregolarità. Pugni, calci, strattonamenti e minacce per strapparci l’attrezzatura e impedirci di riprendere la situazione assurda del lido. Parliamo di recinti quasi dentro al mare per dividere lo stabilimento dalla spiaggia libera e lettini praticamente dentro al mare, senza lasciare i cinque metri di battigia garantiti. Queste minacce non ci faranno demordere dalla lotta contro gli abusi, per più spiagge libere e gare trasparenti». Un episodio che il deputato ha rilanciato per ribadire la necessità di proseguire la battaglia contro gli abusi lungo il litorale campano.