Incubo crolli a Torre del Greco, Riccio rilancia l’allarme: «Serve una mappa del rischio»
Il geometra Carlo Riccio
DISSESTI STATICI
26 luglio 2026
DISSESTI STATICI

Incubo crolli a Torre del Greco, Riccio rilancia l’allarme: «Serve una mappa del rischio»

metropolisweb

Torre del Greco. Prima via Calastro, poi viale Ungheria e via Litoranea. Infine perfino palazzo Baronale – sede del Comune – dove una pioggia di intonaci e calcinacci ha costretto vigili del fuoco e polizia municipale a transennare l’area e chiudere via Barbacane per diversi giorni.

La lunga sequenza di dissesti statici registrata  a luglio all’ombra del Vesuvio racconta nuovamente le fragilità del patrimonio edilizio di Torre del Greco e riporta con forza al centro del dibattito i dubbi sulle criticità presenti tra i fabbricati del territorio.

L’episodio del crollo a palazzo Baronale assume, poi, un valore simbolico: non solo perché ha interessato il cuore delle istituzioni cittadine, ma anche perché mette in evidenza una situazione di degrado sotto gli occhi di tutti.

Ogni giorno decine di tecnici, professionisti e dipendenti comunali frequentano il municipio, eppure le condizioni della facciata sono progressivamente peggiorate fino al distacco di pietre e intonaci.

È proprio da questa considerazione che torna a rilanciare il proprio appello il geometra Carlo Riccio, responsabile del dipartimento urbanistica della Lega per la provincia di Napoli, incarico ricevuto direttamente dall’onorevole Gianluca Cantalamessa.

Già nei mesi scorsi il tecnico con la passione per la politica aveva sollecitato l’avvio di una mappatura capillare del patrimonio edilizio cittadino, ritenendola l’unico strumento realmente efficace per passare dalla gestione delle emergenze a una concreta attività di prevenzione.

«Le ordinanze sindacali e gli interventi d’urgenza rappresentano una risposta necessaria quando il pericolo è già evidente – osserva Carlo Riccio – ma non possono diventare l’unica strategia. Serve un censimento sistematico degli immobili più datati, accompagnato da verifiche tecniche periodiche, per individuare in anticipo le criticità e programmare gli interventi prima che cadano calcinacci o si verifichino cedimenti».

L’obiettivo – secondo il responsabile provinciale del dipartimento urbanistica della Lega – sarebbe costruire una vera «carta del rischio» dei fabbricati presenti sul territorio, capace di fornire all’amministrazione comunale un quadro aggiornato delle priorità.

Un lavoro impegnativo, ma che gli ultimi episodi registrati nel mese di luglio rendono sempre più difficile rinviare. «Perché quando perfino il Municipio finisce vittima degli stessi dissesti che combatte con le proprie ordinanze – l’affondo di Carlo Riccio – significa che il tempo della prevenzione non può più attendere».

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