La cardioaspirina è green: tagliate 25 tonnellate di plastica all’anno
MEDICINA
27 luglio 2026
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La cardioaspirina è green: tagliate 25 tonnellate di plastica all’anno

La storica svolta sostenibile per il farmaco cardiovascolare iconico prodotto in Italia: eliminato il film plastico dalle confezioni grazie a un'innovazione tutta interna guidata dalla nuova ad Arianna Gregis
Carla Pinto

La transizione ecologica entra ufficialmente nel settore farmaceutico con una mossa pionieristica che unisce innovazione industriale e tutela ambientale. La filiale italiana di Bayer ha annunciato una svolta storica per la Cardioaspirin, il suo farmaco cardiovascolare più celebre, interamente prodotto nel polo di Garbagnate Milanese. Come anticipato da Il Corriere L’Economia, lo stabilimento ha modificato il processo di confezionamento, eliminando alla radice l’utilizzo del film plastico esterno che avvolgeva le confezioni.

Un risparmio concreto per l’ambiente

L’intervento, apparentemente semplice ma di grande impatto operativo, prevede l’inserimento diretto dei prodotti nelle scatole di imballo. Questa ottimizzazione della linea produttiva si traduce in cifre di grande rilievo per i bilanci di sostenibilità dell’azienda: Riduzione della plastica: circa 25 tonnellate di materiale plastico risparmiate ogni anno. Taglio delle emissioni: un abbattimento di circa 70 tonnellate di CO2 equivalente all’annuo. Impatto visivo: il risparmio di gas serra corrisponde simbolicamente al volume di circa 15 piscine olimpioniche.

L’orgoglio della filiera tricolore e la leadership di Arianna Gregis
Il traguardo rappresenta un vanto per il comparto manifatturiero nazionale di Bayer, forte di un fatturato globale di 45,6 miliardi di euro nel 2025. L’iniziativa testimonia la vitalità e la competenza del sito produttivo lombardo, capace di anticipare le richieste del mercato in materia di economia circolare.
“Siamo stati i primi a farlo. L’innovazione è nel nostro dna e questa soluzione, nata all’interno dello stabilimento dalla collaborazione di persone con competenze anche molto diverse, lo dimostra”, ha dichiarato Arianna Gregis, manager che dallo scorso gennaio guida la filiale italiana del colosso delle life science.

Verso un futuro farmaceutico a impatto zero
La scelta di Bayer Italia non rappresenta soltanto un traguardo isolato, ma si inserisce in una strategia industriale più ampia volta a ridurre l’impronta ecologica lungo l’intera catena del valore. Diminuire l’uso di imballaggi superflui senza compromettere la sicurezza, la qualità e la tracciabilità del farmaco dimostra che la sostenibilità può integrarsi perfettamente nei processi produttivi ad alta tecnologia. Con questa operazione, il colosso tedesco lancia un segnale forte a tutto il comparto farmaceutico italiano, dimostrando che la transizione green passa attraverso la valorizzazione delle idee interne e il coraggio di ripensare i processi tradizionali.