Diagnostica: un brevetto permette di ascoltare il cuore con le microonde
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27 luglio 2026
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Diagnostica: un brevetto permette di ascoltare il cuore con le microonde

Dall'Università della Calabria e dall'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza arriva una tecnologia non invasiva che rileva le patologie infiammatorie cardiache e del sangue senza prelievi, ottenendo il plauso e la validazione dell'Ufficio Brevetti Europeo
Carla Pinto

Il futuro della diagnostica cardiologica parla italiano e, in particolare, affonda le sue radici nel fertile terreno della ricerca d’avanguardia dell’Università della Calabria. È qui che è stata sviluppata una tecnologia a microonde del tutto inedita, capace di rilevare e monitorare le patologie infiammatorie del cuore e del sangue senza la necessità di ricorrere a prelievi ematici o a procedure invasive.

Un traguardo scientifico di primissimo piano che, nei giorni scorsi, si è concretizzato nel deposito di un prestigioso brevetto nazionale, la cui autenticità e validità sono state sancite da una valutazione straordinaria da parte dell’Ufficio Brevetti Europeo, che ha riconosciuto pienamente l’originalità e la portata innovativa delle rivendicazioni avanzate dagli inventori.

Dietro questo successo tecnologico e clinico c’è una virtuosa alleanza di competenze, nata dall’incontro tra ingegneria elettromagnetica e medicina d’urgenza. Il progetto porta la firma congiunta di Sandra Costanzo, professoressa ordinaria di Campi elettromagnetici e responsabile del laboratorio ERMIAS (ElectRomagnetics, MIcrowaves and Antennas for Sensing and diagnostics) dell’Ateneo calabrese, e di Antonio Curcio, direttore della Cardiologia Universitaria, della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

L’integrazione sinergica tra saperi così diversi ha permesso di superare i confini disciplinari tradizionali, dando vita a un percorso teorico-sperimentale che ha visto la sua applicazione e validazione clinica direttamente sui pazienti ricoverati nel nosocomio cosentino.

La portata innovativa di questa soluzione risiede nella sua natura radicalmente non invasiva e nella rapidità dei tempi di risposta, elementi che potrebbero trasformare profondamente la gestione clinica quotidiana, soprattutto nei contesti di emergenza e nei reparti di terapia intensiva. La possibilità di individuare precocemente le sindromi infiammatorie mio-pericardiche e di monitorarne l’evoluzione in tempo reale consentirà ai medici di intervenire con tempestività e appropriatezza terapeutica senza sottoporre il paziente a stress aggiuntivi o a continui accertamenti invasivi.

Si tratta di una svolta epocale per il paziente critico, che potrà beneficiare di un monitoraggio costante e mirato, riducendo al minimo i disagi fisici associati alle classiche metodiche diagnostiche di laboratorio.

Ma le implicazioni di questa scoperta non si esauriscono all’interno delle sale di rianimazione o dei reparti specialistici. Il progetto riveste infatti un valore strategico straordinario anche sotto il profilo della formazione e della didattica medica. Offrire agli assistenti medici in formazione specialistica l’opportunità di confrontarsi con una tecnologia così avanzata rappresenta un’occasione unica per apprendere il trattamento delle patologie cardiovascolari attraverso un approccio autenticamente multidisciplinare.

I giovani medici di domani avranno così la possibilità di familiarizzare fin da subito con metodiche che uniscono la fisica applicata, l’ingegneria delle microonde e la clinica cardiologica, tracciando la rotta verso una medicina sempre più integrata, precisa e vicina alle reali esigenze del malato.