Fine vita in Campania: la posizione dei vescovi sulla legge regionale
La Conferenza Episcopale Campana interviene nel dibattito sulla proposta di legge regionale riguardante il fine vita e il suicidio medicalmente assistito, attualmente al vaglio della quinta commissione consiliare “Sanità e sicurezza sociale”. Al centro della riflessione dei vescovi c’è la richiesta di investire con decisione sulle reti territoriali, puntando in modo particolare sul potenziamento delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare integrata.
La ricetta della Chiesa campana: cure palliative e supporto alle famiglie
Secondo quanto espresso in una nota ufficiale dai vescovi delle diocesi della Campania, l’effettiva tutela delle persone nella fase terminale dell’esistenza passa attraverso un impegno concreto delle istituzioni. La priorità indicata riguarda il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata, il supporto attivo alle famiglie e la formazione specifica del personale sanitario destinato all’accompagnamento dei malati.
I presuli sottolineano che solo attraverso questi interventi strutturali è possibile assicurare a ogni cittadino un percorso dignitoso in una comunità solidale, evitando qualsiasi rischio di isolamento o abbandono di fronte alla sofferenza.
Principi irrinunciabili e rifiuto dell’accanimento terapeutico
Nel rispetto delle procedure democratiche, la Conferenza episcopale richiama l’attenzione su alcuni punti considerati fondamentali. Viene ribadita la necessità che chi affronta patologie irreversibili e sofferenze considerate intollerabili non venga mai lasciato solo.
Allo stesso tempo, il documento conferma la netta contrarietà a qualsiasi forma di accanimento clinico. I vescovi giudicano lecito e doveroso rinunciare a trattamenti sanitari quando i benefici attesi risultino inferiori ai rischi o eccessivamente gravosi per il paziente, diventando fonte di ulteriori sofferenze.
L’appello al Consiglio regionale per un dialogo allargato
Prima di giungere all’approvazione di una normativa così delicata, che interroga profondamente il senso della vita e della morte, la Conferenza Episcopale Campana rivolge un invito formale al consiglio regionale. La richiesta è quella di promuovere un confronto ampio, aperto e approfondito che sappia coinvolgere attivamente il mondo sanitario, le associazioni dei malati, i familiari, il volontariato e le diverse comunità religiose del territorio.

