Ercolano, tutte le donne di Garzia. Anche Saulino trova la sua poltrona
La «leadership femminista» avviata nel 2020
POLITICA
28 luglio 2026
POLITICA

Ercolano, tutte le donne di Garzia. Anche Saulino trova la sua poltrona

L'ex assessore di Buonajuto è la prima presidente donna del consiglio comunale di Ercolano. Il sindaco chiude il cerchio della «leadership femminista»
Alberto Dortucci

Ercolano. Carmela Saulino doveva essere e Carmela Saulino è stata, con buona pace di qualche astensione eccellente e di un isolato franco tiratore: l’ex assessore alla sanità della giunta comunale guidata da Ciro Buonajuto è il nuovo presidente del consiglio comunale.

La dottoressa del Pd primatista di preferenze all’ultima corsa alle urne è stata eletta al primo colpo – mai successo in precedenza in corso Resina – portando a casa 18 voti, a cui si sono sommate le due schede nulle, verosimilmente dei due autosospesi del Pd dopo il video-scandalo della festa in pizzeria (Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio) e le quattro bianche dell’opposizione.

A completare l’elenco, una quinta scheda bianca arrivata dai banchi della maggioranza – il voto segreto non ha impedito di ricondurre il voto a qualche alleato del sindaco, aprendo il campo alle prime crepe e tensioni in maggioranza – per lanciare un «messaggio» al primo cittadino e agli alleati.

Il tris di donne

Carmela Saulino sarà, dunque, il primo presidente del consiglio comunale donna a Ercolano. Un incarico rosa che si aggiunge alle poltrone già appannaggio di sindaco e vicesindaco, a completare il «piano perfetto» avviato da Antonietta Garzia nel lontano 2020.

All’epoca – alla vigilia dell’elezione-bis di Ciro Buonajuto – l’ex capogruppo del Pd provò a gettare le basi, proprio con Maria Grazia Prillo e Carmela Saulino, di quella «leadership femminista» poi diventata il mantra – a tratti stucchevole – della sua ultima campagna elettorale e dei primi mesi di governo cittadino.

I vicepresidenti

Durante la prima (interminabile) seduta del nuovo consiglio comunale sono stati eletti anche i due vicepresidenti destinati a formare l’ufficio di presidenza.

Per la maggioranza è stato eletto – stavolta con 19 voti, più le due nulle degli esuli del Pd – Andrea Formicola, mentre l’opposizione sarà – fino al momento delle eventuali dimissioni – rappresentata da Luciano Schifone, già pronto a passare il testimone in caso di necessità a Piero Sabbarese.

I silenzi del sindaco

In sette ore abbondanti di seduta a pesare come un macigno non è stato il «gran caldo» lamentato a più riprese da Antonietta Garzia, ma l’assordante silenzio del primo cittadino sulla vicenda capace di proiettare Ercolano alla ribalta – negativa – delle cronache nazionali.

L’ex capogruppo del Pd non ha sfiorato neanche di striscio la questione del video scandalo in pizzeria – come se la semplice nomina di un «pool della legalità», peraltro composto da tutti uomini del partito al centro dello scandalo, bastasse a scacciare ogni ombra – e gli interventi dai banchi dell’opposizione, in primis Luciano Schifone e Piero Sabbarese, sono serviti per aprire un confronto serio e puntuale sulla questione. Il sindaco ha preferito nascondere la testa sotto la sabbia, come se ignorare il problema (eventuale) bastasse a cancellare i fiumi di inchiostro e fango arrivati sulla città degli Scavi negli ultimi 10 giorni.

La verità degli autosospesi

A spezzare il clima di oscurantismo arrivato sull’aula ci hanno pensato i due «protagonisti» del video finito agli onori di tutte le cronache nazionali e sotto i riflettori dei vertici provinciali e regionali del Pd, pronti a inviare il «moralizzatore» Giorgio Zinno – l’ex sindaco di San Giorgjo volato in consiglio regionale a suon di preferenze – a commissariare il circolo locale dopo le dimissioni forzate di Antonello Cozzolino.

In due accorati interventi, Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio hanno provato a fare luce sulla vicenda, raccontando la genesi della festa, il presunto caso di omonimia alla base del «grande equivoco» e del clamore mediatico e la storia imprenditoriale della famiglia presente alla festa in pizzeria.

Una difesa appassionata, ma di parte.

Perché il sindaco Antonietta Garzia ha preferito restare in silenzio, con buona pace del proprio ruolo di garante della legalità e della trasparenza.

@riproduzione riservata