Torre del Greco, gli sprechi della casta e la «puzza di bruciato»: segretario generale in fuga a Salerno
Torre del Greco. Sprechi della casta e puzza di bruciato: il segretario generale saluta palazzo Baronale e punta dritto su Salerno.
Dopo tre anni di battaglie a vuoto, ripetuti allarmi – tutti rimasti inascoltati – e note al vetriolo contro le «distorsioni» delle commissioni consiliari, Domenico Gelormini impacchetta le sue carte e dice addio al Comune guidato da Luigi Mennella.
L’incarico a Salerno
Per il responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione è pronta una «via di fuga» perfetta: la nomina a nuovo segretario generale del Comune di Salerno.
Una svolta arrivata al termine di una selezione pubblica con 38 candidati, culminata nella scelta firmata dal neo-sindaco Vincenzo De Luca – l’ex governatore della Campania – tornato a guidare la «sua» Salerno dopo un decennio alla guida dell’ente di palazzo Santa Lucia.
Sul ritorno a casa del massimo funzionario – sbarcato all’ombra del Vesuvio tre anni fa, dopo la precedente esperienza vissuta durante il mandato di Ciro Borriello – hanno pesato indiscutibilmente il prestigio della piazza, la vicinanza alla sua città d’adozione e un guadagno economico di primo ordine.
Ma negli ambienti politici di largo Plebiscito l’addio viene letto come un’evidente ritirata strategica dettata dalla «puzza di bruciato» legata al (cattivo) funzionamento dei cinque organismi politici di palazzo Baronale.
Le note ignorate
Negli ultimi mesi Domenico Gelormini aveva intensificato gli affondi contro le criticità delle commissioni consiliari, denunciando un «sistema inefficiente» capace di produrre costi elevatissimi a fronte di risultati irrilevanti.
Le note indirizzate al presidente dell’assise Gaetano Frulio e ai cinque presidenti di commissione avevano messo nel mirino le sedute deserte in prima convocazione, le riunioni farsa e le convocazioni studiate a tavolino per giustificare le assenze dal lavoro dei consiglieri comunali dipendenti privati con rimborsi a carico dell’ente nonché il discusso «bonus Frulio» per il cumulo dei gettoni.
Richiami durissimi – uniti alle sferzate sul trucchetto delle deleghe fittizie – rimasti sistematicamente inascoltati. Di fronte a un muro di gomma e a un conto della casta salito a circa 400.000 euro all’anno – cifra su cui incombe la costante minaccia dei controlli della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Torre Annunziata – Domenico Gelormini ha scelto di lasciare la nave, cogliendo al volo l’opportunità offerta da Vincenzo De Luca e abbandonando palazzo Baronale al proprio destino.
Il commiato
Il segretario generale ha già fissato il giorno del commiato e invitato politici e colleghi all’incontro di addio con un messaggio: «Gentilissimo sindaco, amministratori, colleghe e colleghi – il testo firmato da Domenico Gelormini _in occasione del mio trasferimento presso un altro Ente, desidero rivolgere a tutti e a ciascuno di voi un sincero ringraziamento per la collaborazione, la professionalità e il senso delle istituzioni che hanno contraddistinto il percorso condiviso in questi anni. Lascio il Comune di Torre del Greco con gratitudine, portando con me il ricordo di un’esperienza professionale e umana intensa. Prima di concludere il mio incarico, avrò il piacere di incontrarvi personalmente al termine del consiglio comunale che si terrà giovedì 30 luglio presso il palazzo Baronale, indicativamente intorno alle ore 13.30. Per chi vorrà partecipare, sarà un’occasione semplice, ma sentita, per salutarci di persona e condividere la conclusione di un’esperienza proficua e significativa. Confido nella vostra gradita partecipazione e Vi ringrazio fin d’ora per la presenza.Saluto tutti con affetto, stima e riconoscenza».
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