Torre del Greco, strade private a uso pubblico: la «crociata» per le periferie
POLITICA
28 luglio 2026
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Torre del Greco, strade private a uso pubblico: la «crociata» per le periferie

La proposta di Langella per via Romagna e via Pino a due cime sbarca in aula: «Subito il riconoscimento dal Comune per i necessari lavori di manutenzione»
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Una «battaglia» partita dai banchi dell’opposizione, ma già capace di convincere parte della maggioranza.

È il percorso dell’ordine del giorno firmato da Michele Langella – capogruppo di Forza Italia a palazzo Baronale – e finalizzato all’inserimento di via Romagna e di via Pino a due Cime nell’elenco delle strade a uso pubblico.

Dopo essere stata esaminata dalla seconda commissione consiliare permanente – guidata dal presidente Salvatore Romano, esponente del Pd – la proposta è stata fatta propria dall’organismo consiliare e approderà in aula per impegnare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella a pronunciarsi su una questione che da anni interessa i residenti del quartiere Leopardi.

La crociata per la periferia

Per Michele Langella si tratta di una vera e propria battaglia politica, portata avanti attraverso interlocuzioni con gli uffici comunali e con gli assessori competenti per ottenere il riconoscimento formale di due arterie che, pure essendo da tempo aperte al pubblico transito e utilizzate quotidianamente da residenti e automobilisti, non figurerebbero nell’elenco delle strade comunali o di quelle private a uso pubblico.

Una condizione che – secondo il paladino delle periferie – ha finito negli anni per impedire all’ente di programmare gli interventi di manutenzione indispensabili per garantire sicurezza e decoro.

Nell’ordine del giorno il capogruppo di Forza Italia ripercorre la storia delle due strade. Via Romagna viene indicata come un’arteria strategica della periferia est di Torre del Greco, capace di collegare via Nazionale con via Nuova Trecase e di rappresentare un importante asse di collegamento con i comuni limitrofi.

Un’arteria che – sebbene «ospiti» numerose attività commerciali, sportive, agricole e ricettive – continua a presentare lunghi tratti dissestati e privi di illuminazione pubblica.

Ancora più complessa la situazione di via Pino a due Cime che resta in parte pubblica e in parte privata: proprio il tratto ancora non riconosciuto versa in condizioni di degrado, con fondo sterrato, frequenti allagamenti durante le piogge e totale assenza di illuminazione.

Gli atti «scomparsi»

A sostegno della proposta, Michele Langella richiama una serie di atti amministrativi adottati dal Comune negli ultimi decenni.

In particolare evidenzia come una deliberazione del consiglio comunale del 1983 avesse già ricompreso via Romagna tra le strade comunali, mentre successive delibere hanno disciplinato le strade private aperte al pubblico transito. Secondo l’esponente dell’opposizione, entrambe le arterie presentano tutti i requisiti previsti dalla normativa e dalla giurisprudenza per essere considerate a uso pubblico.

L’obiettivo finale dell’iniziativa è di consentire al Comune di intervenire direttamente sulle due strade.

L’ordine del giorno, infatti, impegna il sindaco e l’amministrazione comunale a inserirle nell’elenco delle strade vicinali – ovvero private a uso pubblico – e a programmare subito il rifacimento del manto stradale e la realizzazione di un adeguato impianto di pubblica illuminazione, opere ritenute necessarie per eliminare criticità che oggi rappresentano un pericolo per la circolazione e per la sicurezza di persone e veicoli.

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