«Magiche Lucerne», via alla festa a Somma Vesuviana
Inizia l’appuntamento «Magiche Lucerne», lampade a olio adorneranno le strade fino al Castello d’Alagno di Somma Vesuviana. Si parte con…
Nel salotto di Talk Metropolis la luce dei riflettori sembrava meno intensa del solito. Forse perché a brillare davvero erano le parole, i ricordi, le radici. In studio, ospite la sindaca di Somma Vesuviana Silvia Svanera e Salvatore Della Pietra, presidente dell’associazione Festa delle Lucerne, hanno portato con sé un pezzo di Somma Vesuviana: quel borgo del Casamale che, ogni quattro anni, si trasforma in un teatro di ombre, fuoco e memoria. La sindaca ha parlato con la calma di chi conosce il peso delle tradizioni e la responsabilità di custodirle e emozionata perchè per la prima volta quest’anno vivrà l’evento da sindaca e non da semplice cittadina. Ha raccontato come la Festa delle Lucerne non sia solo un evento, ma un rito collettivo che attraversa le generazioni.
«Magiche Lucerne», via alla festa a Somma Vesuviana
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«È una storia che non si spegne» ha detto, e in quella frase c’era tutto: la comunità, l’identità, la promessa di non lasciare che il tempo consumi ciò che rende unico un luogo. Accanto a lei, Salvatore Della Pietra ha aggiunto il colore della passione. Ha descritto la lucerna che ha mostrato condividendola con Metropolis, come un simbolo che non illumina soltanto i vicoli del Casamale, ma anche le persone che li attraversano. Una fiamma piccola, fragile, eppure capace di resistere a secoli di cambiamenti. «Sarà accesa dai quattro più anziani» racconta commosso le fasi della tradizione.
Una fiamma che si accende e si alimenta di magia, mistero, storia e radici, come se ogni lucerna fosse un messaggio lasciato dagli antenati per ricordare chi siamo. Durante l’intervista, il racconto si è fatto quasi visivo: i vicoli stretti, le scale di pietra, le case che sembrano sfiorarsi, e poi quel silenzio che precede l’accensione delle lucerne. Un silenzio che non è vuoto, ma attesa. Attesa di un gesto semplice e antico: la mano che avvicina la fiamma allo stoppino, il bagliore che nasce, la luce che comincia a danzare e le mille geometrie che prendono forma nei vicoli storici.
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La sindaca Svanera ha sottolineato come la Festa sia anche un modo per proteggere il borgo, per farlo vivere, per farlo conoscere. Non una celebrazione folcloristica, ma un atto di cura delineando anche un piano che metta insieme tutte le eccellenze culturali e storiche della città. E Della Pietra, con la voce di chi ha visto crescere generazioni di volontari, ha ricordato che ogni lucerna è affidata a qualcuno: un bambino, un anziano, una famiglia.
È un passaggio di testimone, un’eredità che non si conserva nei musei ma nelle mani delle persone. In studio, il clima era quello delle grandi vigilia: il week-end di agosto si avvicina, e con esso la trasformazione del Casamale in un labirinto di luce. Una festa che non ha bisogno di effetti speciali, perché il suo spettacolo è già scritto nella pietra, nei volti, nelle storie che si intrecciano sotto le lucerne. Alla fine, l’attesa dell’intera comunità dimostra il legame stretto.
Una comunità che si riconosce nella sua fiamma, che la protegge, che la rinnova. Una comunità che, ogni volta che accende una lucerna, accende anche se stessa.