Carceri, approvato il ddl sulla detenzione terapeutica
TOSSICODIPENDENZA
30 luglio 2026
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Carceri, approvato il ddl sulla detenzione terapeutica

I Garanti: “Svolta positiva, ma senza fondi restano solo buone intenzioni”.
Carmen Caldarelli

L’approvazione definitiva della legge sulla detenzione domiciliare terapeutica segna un passo avanti ma rischia di scontrarsi con la cruda realtà della mancanza di risorse. A lanciare l’allarme è Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali.​

Il nodo delle risorse

​Pur definendo la legge un “atto di civiltà”, Ciambriello evidenzia una profonda sproporzione tra le intenzioni dell’esecutivo e le coperture finanziarie stanziate.​

«Il Governo parla di 10mila potenziali beneficiari, ma i 19,4 milioni di euro stanziati coprono appena 800 percorsi. Si rischia di creare enormi quanto illusorie aspettative. Una legge non cammina con le buone intenzioni: senza risorse, questa riforma rischia di rimanere del tutto inapplicata», ha dichiarato Ciambriello.​

I numeri dell’emergenza​

I dati fotografano una situazione cronica negli istituti di pena italiani. Su 64.773 detenuti complessivi, le persone tossicodipendenti sono circa 20mila (ovvero il 30% del totale). In Campania, la percentuale si attesta al 26,41%, con 2.125 tossicodipendenti su 8.046 presenti.

​Secondo la Conferenza dei Garanti, curare la dipendenza è l’unico strumento efficace per abbattere il tasso di recidiva e garantire la sicurezza collettiva. Questo non cancella ovviamente la responsabilità penale del reato commesso.​

Le criticità

Per far funzionare la misura serve costruire progetti terapeutici individuali già all’interno degli istituti.

Ma vi sono mancanze di personale, servono infatti con urgenza psicologi, psichiatri e operatori dei SerD negli istituti di pena.

Inoltre, gli uffici dell’Esecuzione Penale Esterna gestiscono già oltre 4.400 affidamenti terapeutici con organici ridotti all’osso.

Infine c’è anche una mancanza di funzionari giuridico-pedagogici e personale amministrativo per evadere le pratiche in tempi congrui.

Sovraffollamento e proposte

​La legge sulla detenzione terapeutica non sarà sufficiente a risolvere l’emergenza del sovraffollamento carcerario. Per questo motivo, la Conferenza dei Garanti chiede al Governo finanziamenti concreti per Regioni e ASL, sostegno alle comunità d’accoglienza (evitando che si trasformino in “carceri decentrate”) e un intervento deflattivo immediato.​

«Il vero gesto di clemenza – conclude Ciambriello – sarebbe un provvedimento rivolto agli oltre 8.000 detenuti che devono scontare un residuo di pena inferiore a un anno.»