Il «caso-spiagge» a Torre del Greco, Riccio «chiama» Borrelli: «Paghiamo l’assenza di scogliere»
Carlo Riccio, delegato provinciale della Lega
POLITICA
30 luglio 2026
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Il «caso-spiagge» a Torre del Greco, Riccio «chiama» Borrelli: «Paghiamo l’assenza di scogliere»

metropolisweb

Torre del Greco. Dopo il blitz degli attivisti in Litoranea, le denunce sulle presunte irregolarità negli stabilimenti balneari e l’aggressione finita all’attenzione della magistratura, il responsabile del dipartimento Urbanistica della Lega per la provincia di Napoli «chiama» l’onorevole Francesco Emilio Borrelli per organizzare un incontro finalizzato alla risoluzione tecnico-politica del «caso-spiagge» all’ombra del Vesuvio.

Il geometra Carlo Riccio non entra nel merito dell’episodio specifico né delle responsabilità, ma invita a spostare l’attenzione su quello che definisce «il vero problema» del litorale: l’erosione della costa e la mancata realizzazione delle scogliere. «La legge va rispettata da tutti – premette Carlo Riccio – ma prima di puntare il dito bisogna capire perché in alcuni tratti diventa sempre più difficile garantire il rispetto delle distanze previste sulla battigia».

Secondo il tecnico con la passione per la politica, infatti, il progressivo arretramento della spiaggia avrebbe ridotto sensibilmente gli arenili disponibili, complicando l’applicazione delle prescrizioni contenute nei piani demaniali. «Dal tratto di San Giovanni a Teduccio fino a Sorrento manca un sistema di scogliere capace di difendere la costa dall’erosione. Le mareggiate e le alte maree continuano a portare via metri di spiaggia e ciò finisce inevitabilmente per incidere sugli spazi disponibili».

Per  il responsabile del dipartimento Urbanistica della Lega, dunque, «eventuali criticità non possono essere attribuite esclusivamente ai concessionari o al Comune, ma chiamano in causa soprattutto la Regione, cui compete la programmazione delle opere di difesa della costa».

Da qui l’appello rivolto direttamente al deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, protagonista del caso attraverso il sostegno all’iniziativa degli attivisti. «Sarebbe utile un confronto tecnico e istituzionale, senza telecamere e senza spettacolarizzazioni. Se davvero l’obiettivo è difendere il diritto dei cittadini a spiagge accessibili e rispettare la normativa, bisogna affrontare anche le cause che hanno ridotto gli arenili».

Non solo: Carlo Riccio ricorda come il Piano demaniale marittimo disciplina quote di spiaggia libera, concessioni e modalità di utilizzo del litorale, ma sottolinea come «nessuna pianificazione possa essere davvero efficace se, anno dopo anno, il mare continua a mangiarsi la costa».

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