Nei pronto soccorso aumentano gli anziani per il caldo estremo
L’ondata di calore continua a far sentire i suoi effetti sui pronto soccorso italiani, dove gli accessi registrerebbero un incremento compreso tra il 10% e il 15%. A pagare il prezzo sono le persone più vulnerabili, in un contesto clinico aggravato dalle storiche carenze di personale sanitario.
La vulnerabilità delle persone anziane
Sempre più anziani sono privi di una rete familiare o di un adeguato supporto sul territorio.
Come spiega Mario Guarino, vicepresidente Simeu e responsabile della Medicina d’Urgenza al CTO di Napoli, l’isolamento e la mancanza di assistenza spingono molte persone fragili e senza dimora a trascurare le terapie di base.
Arrivano così in ospedale in ambulanza quando la situazione è ormai compromessa. Un fenomeno che evidenzia forti disparità regionali nella presenza di strutture territoriali come case e ospedali di comunità.
Umidità e scarsità di personale
A complicare la situazione è l’elevato tasso di umidità, soprattutto nelle aree urbane e poco ventilate.
Questa emergenza estiva si innesta sulla carenza cronica di medici e infermieri. Durante i mesi estivi, con i turni per le ferie estive, il carico di lavoro aumenta vertiginosamente, costringendo molti operatori a doppi turni o a rinunciare al riposo, con pesanti ripercussioni sulle condizioni di lavoro nei reparti d’urgenza.

