Pimonte | Tassa rifiuti, tariffe più basse per i cittadini
Pimonte abbassa ancora la TARI. L’amministrazione Somma dice sì alle bollette più leggere, ma per l’opposizione (che vota contro) si tratta di un rientro graduale dopo gli aumenti del 2023. Fatto sta che, dopo una seduta fiume e caratterizzata ancora da forti momenti di tensione tra maggioranza e opposizione (il presidente dell’assise Pasquale Somma è stato costretto a sospendere due volte i lavori), il Consiglio comunale ha approvato le nuove tariffe Tari.
Ed è confermata, anche per il 2026, una riduzione delle bollette. «Un risultato che l’amministrazione comunale porta avanti ormai da diversi anni – afferma il sindaco Francesco Somma – Un risultato che rappresenta il frutto di una strategia chiara e concreta: aumentare la raccolta differenziata, ridurre il quantitativo di rifiuto indifferenziato e contenere i costi del servizio, trasformando questi risparmi in un beneficio economico diretto per famiglie e imprese».
Negli ultimi anni Pimonte è passato da una raccolta differenziata di circa il 60% a sfiorare il 90%, diventando una delle realtà più virtuose della Campania. «Un traguardo raggiunto grazie all’impegno quotidiano dei cittadini – continua Somma – al lavoro degli operatori del servizio e alle scelte dell’amministrazione comunale, che ha investito con convinzione sulla tutela dell’ambiente e sull’efficienza del ciclo dei rifiuti. I risultati sono oggi evidenti e misurabili: meno rifiuti destinati allo smaltimento, minori costi e una TARI che continua a diminuire anno dopo anno».
Non sono mancate le polemiche per il voto contrario dei consiglieri di minoranza Antonio Palummo e Anna Ospizio. «È una scelta che riteniamo incomprensibile – a parlare è ancora il sindaco – Si può avere una visione politica diversa, ma quando si porta in Consiglio un provvedimento che riduce la tassa sui rifiuti per famiglie e imprese, ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso. Il voto contrario significa opporsi a una misura che produce un vantaggio concreto per l’intera comunità». Per Palummo invece, «dal 2019 (valore più basso in assoluto della Tari) ad oggi l’imposta è cresciuta, quest’anno ancora di più per varie imprese, come parrucchieri e agriturismo».

