Terremoto a Napoli, Riccio (ri)lancia l’allarme: «A Torre del Greco subito la mappatura degli edifici a rischio»
Il geometra-politico Carlo Riccio
SICUREZZA
1 agosto 2026
SICUREZZA

Terremoto a Napoli, Riccio (ri)lancia l’allarme: «A Torre del Greco subito la mappatura degli edifici a rischio»

Dopo la forte scossa avvertita anche all’ombra del Vesuvio, il tecnico-politico torna a chiedere un monitoraggio capillare del patrimonio edilizio cittadino: «Da tre anni ignorati gli appelli, la sicurezza deve venire prima delle feste»
metropolisweb

Torre del Greco. La violenta scossa di terremoto che venerdì sera ha fatto tremare Napoli e l’intera area vesuviana – avvertita distintamente anche a Torre del Greco – ha riportato in primo piano il tema della sicurezza statica del territorio.

Il sisma con epicentro nell’area dei Campi Flegrei e una magnitudo di 4.7  è stato il più forte registrato negli ultimi quarant’anni nel contesto del bradisismo flegreo, circostanza capace di alimentare paura tra migliaia di cittadini e riaccendere i riflettori sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio dell’intera provincia.

Un allarme che – all’ombra del Vesuvio – assume contorni ancora più preoccupanti. Solo nel mese di luglio il Comune è stato costretto a firmare una raffica di ordinanze urgenti per edifici pericolanti tra via Calastro, viale Ungheria e via Litoranea. Fino all’episodio più emblematico: il distacco di intonaci e calcinacci dalla facciata di palazzo Baronale, sede del Municipio.

Un crollo «simbolico» perché a mostrare evidenti segni di degrado è stato proprio l’edificio da cui partono i provvedimenti per imporre ai privati la messa in sicurezza dei rispettivi immobili.

In questo scenario torna a farsi sentire la voce del geometra Carlo Riccio, responsabile del dipartimento urbanistica della Lega per la provincia di Napoli, nominato direttamente dall’onorevole Gianluca Cantalamessa.

Da oltre tre anni il tecnico chiede l’avvio di una mappatura capillare del patrimonio edilizio cittadino, un appello rimasto finora senza risposte concrete nonostante il drammatico crollo del 16 luglio 2023 in corso Umberto I e i numerosi episodi che da allora hanno interessato diversi quartieri della città. «Torre del Greco rientra in un territorio caratterizzato da un elevato rischio sismico e il monitoraggio degli edifici deve diventare una priorità assoluta dell’amministrazione comunale – l’ennesimo affondo Carlo Riccio -. Le continue ordinanze dimostrano che si interviene solo quando il pericolo è ormai evidente. È invece indispensabile programmare verifiche sistematiche su tutti gli immobili potenzialmente vulnerabili e realizzare una mappatura dettagliata del patrimonio edilizio cittadino, così da individuare preventivamente le situazioni più critiche».

Il responsabile provinciale del dipartimento urbanistica della Lega non rinuncia alla stoccata politica. «Va bene investire su cultura, spettacoli e feste, iniziative che rappresentano certamente un valore per la città. Ma la priorità della politica deve essere la sicurezza del territorio e dei cittadini – insiste Carlo Riccio -. La prevenzione non può continuare a essere rinviata, soprattutto dopo quanto accaduto negli ultimi anni e alla luce di un’attività sismica che impone attenzione e responsabilità».

Parole destinate ad alimentare il dibattito in una città dove ogni distacco di calcinacci e ogni ordinanza di messa in sicurezza finiscono ormai per raccontare la stessa storia: quella di un patrimonio edilizio che attende un piano organico di monitoraggio prima che sia l’emergenza, ancora una volta, a dettare l’agenda della politica.