Campi Flegrei, l’allarme degli architetti: “Dichiarare lo stato di emergenza per centinaia di case a rischio”
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3 agosto 2026
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Campi Flegrei, l’allarme degli architetti: “Dichiarare lo stato di emergenza per centinaia di case a rischio”

L’ordine denuncia la burocrazia che blocca le messe in sicurezza. È scontro politico.
Metropolis

«Nei Campi Flegrei ci sono centinaia di abitazioni ad elevata vulnerabilità, per quell’area è necessario dichiarare lo stato di emergenza». A dirlo è Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli architetti di Napoli e delegato della commissione nazionale dell’Ordine per la Protezione civile.

«Molti edifici dell’area flegrea – osserva Cerbone, che è anche coordinatore regionale del Car Campania (Coordinamento attività regionali) della struttura tecnica nazionale della Protezione civile – presentano criticità che non dipendono esclusivamente dal bradisismo. Gli interventi di manutenzione sono stati spesso assenti, incompleti o eseguiti senza una reale strategia di miglioramento strutturale. Ogni evento sismico rappresenta quindi una nuova sollecitazione che si somma a quelle precedenti, accelerando il degrado e aumentando la vulnerabilità».

«Le attività di ricognizione svolte negli ultimi anni – ricorda – hanno già fornito indicazioni importanti: numerosi edifici richiedono approfondimenti e centinaia di abitazioni sono ad elevata vulnerabilità. Tuttavia, il percorso che dovrebbe trasformare queste analisi in interventi concreti procede con estrema difficoltà. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla normativa edilizia. Molti proprietari temono che l’emersione di difformità urbanistiche possa comportare conseguenze rilevanti, fino alla perdita, totale o parziale, della possibilità di intervenire sull’immobile o di accedere ai finanziamenti pubblici. Questa situazione genera un effetto paradossale: si rinuncia alle verifiche e agli interventi proprio quando sarebbero più necessari» afferma l’esperto.

«Il risultato – continua Cerbone – è sotto gli occhi di tutti. Gli edifici continuano a deteriorarsi e ogni nuova sequenza sismica rischia soltanto di aggravare una situazione già delicata. Le conseguenze rischiano di essere sempre più gravi. È giunto il momento di valutare lo stato di emergenza. Non come risposta emotiva all’ultimo terremoto, ma come strumento amministrativo capace di consentire allo Stato di programmare interventi straordinari, mettere a disposizione risorse adeguate e affrontare in modo sistematico la sicurezza del patrimonio edilizio e dei cittadini. Un’azione di questa portata permetterebbe di superare molte delle attuali criticità burocratiche e di accompagnare i cittadini in un percorso di regolarizzazione e messa in sicurezza, senza lasciare soli proprietari e amministrazioni».

Lo scontro politico

«Esprimo vicinanza e solidarietà alle famiglie dei Campi Flegrei che in queste ore stanno vivendo momenti di paura a causa delle nuove scosse di terremoto. Ma non possiamo limitarci alle dichiarazioni: chiediamo al ministro Musumeci un’informativa urgente in Parlamento per fare chiarezza su quanto è stato fatto e su quanto ancora manca. I Campi Flegrei vanno affrontati come una emergenza nazionale». Lo dichiara Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno e Aree interne del Partito democratico.

«Da quattro anni in Parlamento chiediamo interventi concreti su due emergenze fondamentali: la messa in sicurezza dei costoni e delle aree a rischio, che continuano a franare nonostante i nostri richiami, e la stabilizzazione del personale impegnato nelle verifiche degli edifici e nella gestione dell’emergenza bradisismo, il cui contratto scadrà a dicembre. Sono misure indispensabili per garantire sicurezza ai cittadini e capacità di risposta sul territorio»

E ancora «al Governo e alla presidente Meloni– dice infine Sarracino- chiediamo una cosa semplice: fare il proprio dovere e farlo subito. La sicurezza dei cittadini dei Campi Flegrei I non può più aspettare» le parole del leader Dem.