La strage delle morti bianche in Campania: morti 33 lavoratori in 6 mesi
MORTI BIANCHE
4 agosto 2026
MORTI BIANCHE

La strage delle morti bianche in Campania: morti 33 lavoratori in 6 mesi

Calo del 4% rispetto al 2025, ma non basta: sei regioni in “zona rossa”.
Carmen Caldarelli

Nei primi sei mesi del 2026 si sono registrati 482 decessi sul lavoro in Italia: 350 sul posto di lavoro e 132 in itinere. Sebbene si tratti di un calo del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, il miglioramento sta progressivamente perdendo intensità.

Come sottolineato dall’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering, l’aumento delle denunce di infortunio e le sei regioni in “zona rossa” dimostrano che la situazione rimane drammatica.​

Le zone

​L’Osservatorio misura il rischio regionale incrociando i decessi con il numero di occupati. A finire in zona rossa per un’incidenza di mortalità superiore del 25% rispetto alla media nazionale sono sei regioni: Calabria, Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia.

Seguono in zona arancione Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana. In termini assoluti di vite perse sul lavoro, la Lombardia detiene il primato negativo con 53 vittime, seguita da Veneto (39), Campania (33) e Sicilia (29).

Donne e infortuni

In totale sono 44 le donne decedute nei primi sei mesi del 2026, 1 in più del 2025. Di queste, 26 hanno perso la vita in occasione di lavoro 18 in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

​Anziani e stranieri

​Il divario di rischio più marcato riguarda l’età e la nazionalità. Tra gli over 65 l’incidenza di mortalità raggiunge il picco di 45 decessi per milione di occupati. Mentre nella fascia tra i 55 e i 64 anni conta il maggior numero di vittime in termini assoluti, 128 decessi.

Drammatico anche il dato sui lavoratori stranieri con un’incidenza di 37,1 morti per milione di occupati. Il loro rischio di perdere la vita sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello degli italiani, che conta l’11,8.​

Settori a rischio e aumento degli infortuni​

A livello settoriale, l’impatto più pesante si registra nelle Costruzioni con 59 decessi. Mente nel Trasporto e Magazzinaggio sono 47 le vittime e nelle Attività Manifatturiere 41.

Il giovedì invece si conferma il giorno più pericoloso della settimana. A preoccupare ulteriormente è l’aumento complessivo delle denunce di infortunio, salite a 315.452. Con un aumento del 5,5% rispetto al primo semestre 2025. Dati che impongono di intensificare con urgenza le attività di prevenzione, controllo e formazione.