Gragnano | Festa della Pasta: ecco i 14 chef per l’edizione 2026
Ci saranno i custodi della tradizione e gli interpreti della cucina contemporanea. I volti che hanno costruito l’identità gastronomica dei Monti Lattari e quelli che, negli ultimi anni, hanno portato la pasta di Gragnano a dialogare con tecniche, ingredienti e culture provenienti da ogni parte del mondo. Saranno loro i protagonisti della festa della pasta, in programma dall’11 al 13 settembre, chiamati a raccontare, piatto dopo piatto, il tema scelto per questa edizione: “MONDOPASTA!”.
La manifestazione, promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP insieme al Comune di Gragnano e alla Regione Campania, affida infatti proprio agli chef il compito di tradurre in cucina il viaggio della pasta attraverso continenti e tradizioni gastronomiche. A rappresentare la cucina della memoria saranno nomi profondamente legati al territorio come Giuseppe Cesarano e Pasquale Cotticelli di Casa Scarica, Ciro Perino della Tenuta di Ciro e Francesca, Giacomo De Simone ed Ermanno Costi del Settimo Senso, Michele Scarfato dell’Hotel Torre Barbara, Fabrizio De Simone de L’Accanto, Giovanni Milo della Taverna Milò e Alberto Fortunato della Bettola del Gusto.
Professionisti che negli anni hanno costruito una cucina fatta di identità, prodotti locali e rispetto della tradizione, dimostrando come la pasta sia ancora oggi il punto di partenza per raccontare un territorio. Accanto a loro prenderà forma il viaggio internazionale immaginato dagli organizzatori. A interpretarlo saranno chef capaci di confrontarsi quotidianamente con contaminazioni, tecniche moderne e influenze provenienti da culture diverse. Tra questi Domenico Iavarone di Zest Ristorante, Raffaele Ingenito della Masseria Gabriele, Marco Del Sorbo dell’Hotel del Tasso e Ciro Sicignano del Lorelei, insieme a Giuseppe Vanacore, ancora una volta in rappresentanza di Casa Scarica.
Saranno loro a mostrare come un prodotto profondamente italiano possa diventare un linguaggio universale, capace di assumere forme sempre nuove senza perdere la propria identità. La filosofia della manifestazione è tutta qui: la pasta nasce a Gragnano, ma da secoli viaggia. Attraversa oceani, segue le migrazioni, incontra popoli e ingredienti lontani, cambia volto senza smettere mai di raccontare le proprie origini. È questa la storia che gli chef porteranno nei piatti, trasformando le degustazioni in un itinerario gastronomico che unirà Italia, Europa, Asia, Americhe e Mediterraneo.
Il progetto, sviluppato anche con il contributo del Laboratorio di Antropologia del Cibo (LAC), vuole infatti leggere la cucina come fenomeno culturale prima ancora che gastronomico. Ogni ricetta sarà il racconto di un incontro, di una contaminazione, di un viaggio compiuto dalla pasta nel corso della sua storia. Ma l’esperienza non si fermerà ai fornelli. Per tre giorni Gragnano diventerà una città aperta al mondo, con installazioni, spettacoli, musiche internazionali e un percorso immersivo che accompagnerà i visitatori tra culture differenti. Una delle principali novità sarà il Pastaporto, un vero passaporto gastronomico che permetterà di collezionare timbri a ogni degustazione, trasformando il pubblico in viaggiatore attraverso i sapori.
Accanto al percorso culinario ci sarà spazio anche per la riflessione. Il Pasta Hub ospiterà incontri dedicati alle grandi trasformazioni del cibo contemporaneo, dalle migrazioni alle cucine ibride, fino al ruolo della Pasta di Gragnano IGP come simbolo del Made in Italy. Tornerà inoltre il Premio Culturale “Gragnano Città della Pasta”.

